Teatro Donizetti Fondazione • • Visit Bergamo

Teatro Donizetti Fondazione

Descrizione

Il Teatro Donizetti copre una superficie complessiva di 3200 mq. La sala mantiene il disegno originario del 1786: misura 360 mq ed è capace di 532 posti (poltrone). I palchi, suddivisi in tre file, sono 102 per un totale di 1154 posti complessivi.

Puoi facilmente comprendere la magnificenza di questo edificio e lo stupore che provocò ai bergamaschi che lo videro sorgere in un epoca in cui esistevano solo piccoli teatri provvisori in legno.

Al centro della sala pende un enorme scintillante lampadario di cristallo con ben 78 lampade, oltre alle fonti luminose dei palchi.

Per la distribuzione ed armonia del suono può essere considerato fra i migliori d'Italia.

Chiamato in origine “Riccardi”, dal nome del suo costruttore, questo Teatro è però soprattutto il luogo in cui le opere – più di 70! - del grande maestro bergamasco Gaetano Donizetti vengono fatte conoscere e apprezzare ai suoi concittadini.

Immagina l’emozione di Donizetti che viene investito da un’ovazione affettuosa e sentita da parte del pubblico presente a teatro durante l’opera L’esule di Roma. Questa consacrazione avviene nel 1840; Donizetti morirà per malattia a Bergamo, sua città natale, pochi anni dopo, nel 1848.


Le opere di Donizetti oggi più rappresentate nei teatri di tutto il mondo sono L'elisir d'amore, Lucia di Lammermoor e Don Pasquale. Con frequenza sono allestite anche La fille du régiment, La Favorite, Maria Stuarda, Anna Bolena, Lucrezia Borgia e Roberto Devereux.

Le Origini

Il Teatro Riccardi viene eretto nel 1791 con una facciata intonacata preceduta da un piccolo portico, molto diversa dall’attuale. Dopo un incendio probabilmente doloso nel 1797, viene ricostruito e riaperto nel 1800.

La storia

Nel 1897, in occasione del centenario della nascita di Gaetano Donizetti, il Teatro Riccardi assume il nome del celebre compositore: si eseguono anche dei lavori e l’edificio assume l’aspetto attuale.
Negli Anni Venti del 1900 vengono demolite le secolari baracche della Fabbrica della Fiera e, su progetto dell’architetto Piacentini, si costruiscono i maestosi palazzi che tuttora puoi vedere nel centro di Bergamo attorno al Teatro.
Dopo lavori di ampliamento e rinnovamento iniziati nel 1958, nel 1964 il Teatro ristrutturato inizia una nuova ricca stagione di successi. 

Nel 1966 il Comune provvede ad assumere in proprio la gestione del teatro. Nel 1968 il "Donizetti" viene incluso, con provvedimento governativo, nel novero dei "Teatri di tradizione", in riconoscimento della sua identità culturale.

Nel 1982 nasce il Festival "Donizetti e il suo tempo", manifestazione che si propone di studiare e riscoprire il grande compositore. Il nuovo Ridotto viene inaugurato nel 1992, nell'ambito del Festival donizettiano, ed è destinato anche ad incontri, concerti e manifestazioni varie.

Oggi

Oltre al Doremix – Stagione Lirica e di Balletto, al Donizetti potrai vedere un'affermata e molto seguita stagione di prosa e di teatro contemporaneo Altri Percorsi, oltre a numerose altre iniziative di spettacolo tra cui il Festival Internazionale Bergamo Jazz e la stagione di operetta.

Ospite del maggiore teatro cittadino è anche il prestigioso Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo organizzato dall’Ente Festival Pianistico.

Curiosità

Il Teatro fa debuttare Giuseppe Verdi, presente in teatro, con l'Ernani nel 1844. L'esito della rappresentazione, curata dallo stesso Verdi, è positivo, in un teatro affollato da molti esponenti del mondo artistico del tempo.

Nel 1847, sempre al Riccardi, si tiene una memorabile esecuzione dell'opera I lombardi alla prima Crociata, con una lunghissima ovazione al famoso coro "O Signore dal tetto natio", espressione del desiderio di libertà presente in ogni popolo.

BIGLIETTERIA TEATRO DONIZETTI

Piazza Cavour, 15 - Bergamo
tel. 035.4160 601/602/603
fax 035.4160670
biglietteriateatro@comune.bg.it

Continua

Il Teatro Donizetti copre una superficie complessiva di 3200 mq. La sala mantiene il disegno originario del 1786: misura 360 mq ed è capace di 532 posti (poltrone). I palchi, suddivisi in tre file, sono 102 per un totale di 1154 posti complessivi.

Puoi facilmente comprendere la magnificenza di questo edificio e lo stupore che provocò ai bergamaschi che lo videro sorgere in un epoca in cui esistevano solo piccoli teatri provvisori in legno.

Al centro della sala pende un enorme scintillante lampadario di cristallo con ben 78 lampade, oltre alle fonti luminose dei palchi.

Per la distribuzione ed armonia del suono può essere considerato fra i migliori d'Italia.

Chiamato in origine “Riccardi”, dal nome del suo costruttore, questo Teatro è però soprattutto il luogo in cui le opere – più di 70! - del grande maestro bergamasco Gaetano Donizetti vengono fatte conoscere e apprezzare ai suoi concittadini.

Immagina l’emozione di Donizetti che viene investito da un’ovazione affettuosa e sentita da parte del pubblico presente a teatro durante l’opera L’esule di Roma. Questa consacrazione avviene nel 1840; Donizetti morirà per malattia a Bergamo, sua città natale, pochi anni dopo, nel 1848.


Le opere di Donizetti oggi più rappresentate nei teatri di tutto il mondo sono L'elisir d'amore, Lucia di Lammermoor e Don Pasquale. Con frequenza sono allestite anche La fille du régiment, La Favorite, Maria Stuarda, Anna Bolena, Lucrezia Borgia e Roberto Devereux.

Le Origini

Il Teatro Riccardi viene eretto nel 1791 con una facciata intonacata preceduta da un piccolo portico, molto diversa dall’attuale. Dopo un incendio probabilmente doloso nel 1797, viene ricostruito e riaperto nel 1800.

La storia

Nel 1897, in occasione del centenario della nascita di Gaetano Donizetti, il Teatro Riccardi assume il nome del celebre compositore: si eseguono anche dei lavori e l’edificio assume l’aspetto attuale.
Negli Anni Venti del 1900 vengono demolite le secolari baracche della Fabbrica della Fiera e, su progetto dell’architetto Piacentini, si costruiscono i maestosi palazzi che tuttora puoi vedere nel centro di Bergamo attorno al Teatro.
Dopo lavori di ampliamento e rinnovamento iniziati nel 1958, nel 1964 il Teatro ristrutturato inizia una nuova ricca stagione di successi. 

Nel 1966 il Comune provvede ad assumere in proprio la gestione del teatro. Nel 1968 il "Donizetti" viene incluso, con provvedimento governativo, nel novero dei "Teatri di tradizione", in riconoscimento della sua identità culturale.

Nel 1982 nasce il Festival "Donizetti e il suo tempo", manifestazione che si propone di studiare e riscoprire il grande compositore. Il nuovo Ridotto viene inaugurato nel 1992, nell'ambito del Festival donizettiano, ed è destinato anche ad incontri, concerti e manifestazioni varie.

Oggi

Oltre al Doremix – Stagione Lirica e di Balletto, al Donizetti potrai vedere un'affermata e molto seguita stagione di prosa e di teatro contemporaneo Altri Percorsi, oltre a numerose altre iniziative di spettacolo tra cui il Festival Internazionale Bergamo Jazz e la stagione di operetta.

Ospite del maggiore teatro cittadino è anche il prestigioso Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo organizzato dall’Ente Festival Pianistico.

Curiosità

Il Teatro fa debuttare Giuseppe Verdi, presente in teatro, con l'Ernani nel 1844. L'esito della rappresentazione, curata dallo stesso Verdi, è positivo, in un teatro affollato da molti esponenti del mondo artistico del tempo.

Nel 1847, sempre al Riccardi, si tiene una memorabile esecuzione dell'opera I lombardi alla prima Crociata, con una lunghissima ovazione al famoso coro "O Signore dal tetto natio", espressione del desiderio di libertà presente in ogni popolo.

BIGLIETTERIA TEATRO DONIZETTI

Piazza Cavour, 15 - Bergamo
tel. 035.4160 601/602/603
fax 035.4160670
biglietteriateatro@comune.bg.it

da 15€ a 34€

LA DANZA DELLE LIBELLULE | Compagnia Teatro Musica Novecento

7 gennaio 2018 | Creberg Teatro

 

libretto Carlo Lombardo

musiche Franz Lehàr

produzione Fantasia in Re

 

Nel 1922 Carlo Lombardo, nel pieno del suo periodo favorevole di felici intuizioni, realizza due operette di successo: Scugnizza e La Danza delle Libellule. Per quest’ultima Lombardo aveva ottenuto da Lehàr in persona il permesso di riadattare le melodie dello Sterngucker, già presentato, con poco successo, a Vienna, nel 1916. Nelle abili mani del compositore-librettista napoletano, l’operetta si trasforma così piacevolmente da indurre lo stesso Lehàr a presentarla prima a Vienna, poi in vari paesi d’Europa e in America. Nei Paesi del Nord Europa ancora oggi La Danza delle Libellule è la più rappresentata tra le operette italiane, ed è nota col titolo Le Tre Grazie.

Il ricco Piper si è appropriato del castello di Nancy e del titolo di Duca. Vuole mettere in scena nel salone del castello una commedia da lui scritta anche per corteggiare la belle Elena, vedova Cliquot, e coinvolge in questa recita i suoi amici Pommery e Gratin e le loro mogli Carlotta e Tutù. Al gruppo si aggiunge Bouquet Blum, un simpatico attore disoccupato in cerca di un ingaggio. All’improvviso arriva Carlo, un cacciatore, attorno al quale subito aleggiano come delle libellule Elena, Carlotta e Tutù, entrando in competizione tra loro per conquistare il suo cuore. Piper e i mariti avvertono il pericolo, minacciando Carlo di farlo arrestare come cacciatore di frodo; Carlo si vede così costretto a svelarsi come unico e vero Duca di Nancy. La rivalità fra le donne si fa più agguerrita fino a quando Carlo, grazie all’aiuto di Bouquet, sposerà colei che aveva da subito rapito il suo cuore: Elena.

Continua

7 gennaio 2018 | Creberg Teatro

 

libretto Carlo Lombardo

musiche Franz Lehàr

produzione Fantasia in Re

 

Nel 1922 Carlo Lombardo, nel pieno del suo periodo favorevole di felici intuizioni, realizza due operette di successo: Scugnizza e La Danza delle Libellule. Per quest’ultima Lombardo aveva ottenuto da Lehàr in persona il permesso di riadattare le melodie dello Sterngucker, già presentato, con poco successo, a Vienna, nel 1916. Nelle abili mani del compositore-librettista napoletano, l’operetta si trasforma così piacevolmente da indurre lo stesso Lehàr a presentarla prima a Vienna, poi in vari paesi d’Europa e in America. Nei Paesi del Nord Europa ancora oggi La Danza delle Libellule è la più rappresentata tra le operette italiane, ed è nota col titolo Le Tre Grazie.

Il ricco Piper si è appropriato del castello di Nancy e del titolo di Duca. Vuole mettere in scena nel salone del castello una commedia da lui scritta anche per corteggiare la belle Elena, vedova Cliquot, e coinvolge in questa recita i suoi amici Pommery e Gratin e le loro mogli Carlotta e Tutù. Al gruppo si aggiunge Bouquet Blum, un simpatico attore disoccupato in cerca di un ingaggio. All’improvviso arriva Carlo, un cacciatore, attorno al quale subito aleggiano come delle libellule Elena, Carlotta e Tutù, entrando in competizione tra loro per conquistare il suo cuore. Piper e i mariti avvertono il pericolo, minacciando Carlo di farlo arrestare come cacciatore di frodo; Carlo si vede così costretto a svelarsi come unico e vero Duca di Nancy. La rivalità fra le donne si fa più agguerrita fino a quando Carlo, grazie all’aiuto di Bouquet, sposerà colei che aveva da subito rapito il suo cuore: Elena.

da 14€ a 31€

VA PENSIERO | Teatro delle Albe

Dal 18 al 21 gennaio 2018 | Creberg Teatro

 

Ideazione e regia Marco Martinelli e Ermanna Montanari

con Ermanna Montanari

produzione Emilia Romagna Teatro e Teatro delle Albe /Ravenna Teatro

 

Una grande creazione corale, scritta e diretta da Marco Martinelli, che come sempre condivide l’ideazione scenica con Ermanna Montanari: il testo racconta il “pantano” e la corruzione delI’Italia di oggi in relazione alla “speranza” risorgimentale inscritta nella musica di Giuseppe Verdi.

La storia di un vigile urbano in un paesello dell’Emilia-Romagna, un semplice cittadino che non obbedisce ai poteri forti, che si fa licenziare pur di mantenere la propria integrità: l’intreccio di mafia, politica e imprenditoria “disponibile” che sta avvelenando il tessuto sociale della regione che ha visto nascere il socialismo e le prime cooperative.

Dopo Pantani e Rumore di acque, Slot Machine e Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi, un altro affondo di Marco Martinelli sulla patria amata e per questo “messa a fuoco”, raccontata anche nei suoi inferni: un grido disperato e ancora vibrante di speranza, perché si ritrovi il senso di parole come “democrazia”, “giustizia”. Lo spettacolo, con le scene di Edoardo Sanchi, vedrà in scena l’ensemble del Teatro delle Albe insieme ad altri attori “ospiti”, con i quali si darà corpo a una drammaturgia originale, e un coro dal vivo, diretto da Stefano Nanni, che eseguirà arie e corali dalle opere verdiane.

Continua

Dal 18 al 21 gennaio 2018 | Creberg Teatro

 

Ideazione e regia Marco Martinelli e Ermanna Montanari

con Ermanna Montanari

produzione Emilia Romagna Teatro e Teatro delle Albe /Ravenna Teatro

 

Una grande creazione corale, scritta e diretta da Marco Martinelli, che come sempre condivide l’ideazione scenica con Ermanna Montanari: il testo racconta il “pantano” e la corruzione delI’Italia di oggi in relazione alla “speranza” risorgimentale inscritta nella musica di Giuseppe Verdi.

La storia di un vigile urbano in un paesello dell’Emilia-Romagna, un semplice cittadino che non obbedisce ai poteri forti, che si fa licenziare pur di mantenere la propria integrità: l’intreccio di mafia, politica e imprenditoria “disponibile” che sta avvelenando il tessuto sociale della regione che ha visto nascere il socialismo e le prime cooperative.

Dopo Pantani e Rumore di acque, Slot Machine e Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi, un altro affondo di Marco Martinelli sulla patria amata e per questo “messa a fuoco”, raccontata anche nei suoi inferni: un grido disperato e ancora vibrante di speranza, perché si ritrovi il senso di parole come “democrazia”, “giustizia”. Lo spettacolo, con le scene di Edoardo Sanchi, vedrà in scena l’ensemble del Teatro delle Albe insieme ad altri attori “ospiti”, con i quali si darà corpo a una drammaturgia originale, e un coro dal vivo, diretto da Stefano Nanni, che eseguirà arie e corali dalle opere verdiane.

da 14€ a 31€

LOCANDIERA B&B | Laura Morante

Dall'1 al 4 febbraio 2018 | Creberg Teatro

 

di Edoardo Erba

uno studio su La locandiera di Carlo Goldoni

regia Roberto Andò

con Laura Morante

produzione Nuovo Teatro

In un’antica villa che sta per essere trasformata in albergo, Mira si ritrova coinvolta in una strana cena organizzata dal marito con ambigui uomini d’affari. Il marito non si è presentato e tocca a lei gestire una serata di cui non capisce clima e finalità. Il suo unico punto di riferimento, il contabile della società, a metà della cena se ne va senza spiegazioni lasciandola in balia degli ospiti. Finché arriva uno sconosciuto che le chiede una stanza per riposare. I due sembrano irresistibilmente attratti e Mira si appoggia a lui per affrontare una situazione al limite del lecito, mentre via via si aprono squarci inquietanti sulle attività del marito assente. Col procedere della notte, il gioco si fa sempre più pericoloso e ineluttabile. Ma che parte ha Mira? Davvero è così ingenua e sprovveduta come ci ha lasciato credere?

Humor nero, intrighi, crimini, infatuazioni, la commedia di Edoardo Erba, disegnando il sorprendente profilo di Mira, traccia con surreale leggerezza un inedito ritratto dell'Italia di oggi, un Paese amorale, spinto dal desiderio di liberarsi, una volta per tutte, del proprio passato, ingombrante e ambiguo, e ricominciare daccapo.

Laura Morante è bravissima in un ruolo tagliato apposta per lei e nel quale caratterizza il suo personaggio con ingenuità, pudore, timidezza, che riesce a coniugare con sensualità e talento. 

Continua

Dall'1 al 4 febbraio 2018 | Creberg Teatro

 

di Edoardo Erba

uno studio su La locandiera di Carlo Goldoni

regia Roberto Andò

con Laura Morante

produzione Nuovo Teatro

In un’antica villa che sta per essere trasformata in albergo, Mira si ritrova coinvolta in una strana cena organizzata dal marito con ambigui uomini d’affari. Il marito non si è presentato e tocca a lei gestire una serata di cui non capisce clima e finalità. Il suo unico punto di riferimento, il contabile della società, a metà della cena se ne va senza spiegazioni lasciandola in balia degli ospiti. Finché arriva uno sconosciuto che le chiede una stanza per riposare. I due sembrano irresistibilmente attratti e Mira si appoggia a lui per affrontare una situazione al limite del lecito, mentre via via si aprono squarci inquietanti sulle attività del marito assente. Col procedere della notte, il gioco si fa sempre più pericoloso e ineluttabile. Ma che parte ha Mira? Davvero è così ingenua e sprovveduta come ci ha lasciato credere?

Humor nero, intrighi, crimini, infatuazioni, la commedia di Edoardo Erba, disegnando il sorprendente profilo di Mira, traccia con surreale leggerezza un inedito ritratto dell'Italia di oggi, un Paese amorale, spinto dal desiderio di liberarsi, una volta per tutte, del proprio passato, ingombrante e ambiguo, e ricominciare daccapo.

Laura Morante è bravissima in un ruolo tagliato apposta per lei e nel quale caratterizza il suo personaggio con ingenuità, pudore, timidezza, che riesce a coniugare con sensualità e talento. 

da 15€ a 34€

GIGI'. Innamorarsi a Parigi | Compagnia Corrado Abbati

18 febbraio 2018 | Creberg Teatro

 

musical di Alan Jay Lerner

su musiche di Frederick Loewe

traduzione, adattamento e regia Corrado Abbati

produzionein Scena srl

dagli stessi autori di My Fair Lady, il musical vincitore di 9 premi Oscar

 

«Gigì è l'omonimo famoso racconto di Colette trasportato in musical dagli stessi autori di My Fair Lady (A. J. Lerner e F. Loewe) e coperto da una miriade di riconoscimenti, tra cui nove premi Oscar. La storia è dolce e romantica, piena di buoni sentimenti e di arguta ironia. Gigì è una ragazza parigina allegra e spensierata, ma destinata a diventare una cortigiana. Gaston è, invece, un annoiato e giovane viveur, che conduce una vita gaudente fra locali alla moda e belle donne, che però non lo divertono quanto la spontaneità e l'ingenuità di Gigì. La nonna e la zia di Gigì riescono alla fine a trasformarla in una ragazza raffinata, ma Gaston rimpiange la vecchia Gigì. Quindi tutto finito? No, vivere con la nuova Gigì vuol dire comunque vivere sempre con la sua Gigì. E vissero felici e contenti. A sessant'anni dalla nascita di questo musical (1958) ho pensato di riportarlo in Italia (a Broadway il suo revival è un grande successo) e per la prima volta nella sua versione originale valorizzando (finalmente) lo spartito di Gigì: una partitura raffinata, gradevole, allegra e orecchiabile e mai banale: Loewe, con poche pennellate musicali, ci riporta con straordinaria arguzia alle atmosfere parigine di primo ‘900. Altro punto di forza di questo musical è il lusso dell'ambientazione e lo sfarzo dei costumi, che sicuramente non mancherà in questa edizione, in una rielaborazione immaginifica e con quel tocco di classe che sottolinea da tempo le nostre produzioni. Ma il lavoro non si è fermato ad una elegante messa in scena, bensì a valorizzare quelle che sono, a mio parere, i veri punti di forza di questo musical: lo sviluppo e l'evoluzione dei personaggi e le tante, spettacolari scene di massa. Questa Gigì vorrei dunque che fosse, anche per voi, come respirare una boccata di aria pura».

Corrado Abbati

Continua

18 febbraio 2018 | Creberg Teatro

 

musical di Alan Jay Lerner

su musiche di Frederick Loewe

traduzione, adattamento e regia Corrado Abbati

produzionein Scena srl

dagli stessi autori di My Fair Lady, il musical vincitore di 9 premi Oscar

 

«Gigì è l'omonimo famoso racconto di Colette trasportato in musical dagli stessi autori di My Fair Lady (A. J. Lerner e F. Loewe) e coperto da una miriade di riconoscimenti, tra cui nove premi Oscar. La storia è dolce e romantica, piena di buoni sentimenti e di arguta ironia. Gigì è una ragazza parigina allegra e spensierata, ma destinata a diventare una cortigiana. Gaston è, invece, un annoiato e giovane viveur, che conduce una vita gaudente fra locali alla moda e belle donne, che però non lo divertono quanto la spontaneità e l'ingenuità di Gigì. La nonna e la zia di Gigì riescono alla fine a trasformarla in una ragazza raffinata, ma Gaston rimpiange la vecchia Gigì. Quindi tutto finito? No, vivere con la nuova Gigì vuol dire comunque vivere sempre con la sua Gigì. E vissero felici e contenti. A sessant'anni dalla nascita di questo musical (1958) ho pensato di riportarlo in Italia (a Broadway il suo revival è un grande successo) e per la prima volta nella sua versione originale valorizzando (finalmente) lo spartito di Gigì: una partitura raffinata, gradevole, allegra e orecchiabile e mai banale: Loewe, con poche pennellate musicali, ci riporta con straordinaria arguzia alle atmosfere parigine di primo ‘900. Altro punto di forza di questo musical è il lusso dell'ambientazione e lo sfarzo dei costumi, che sicuramente non mancherà in questa edizione, in una rielaborazione immaginifica e con quel tocco di classe che sottolinea da tempo le nostre produzioni. Ma il lavoro non si è fermato ad una elegante messa in scena, bensì a valorizzare quelle che sono, a mio parere, i veri punti di forza di questo musical: lo sviluppo e l'evoluzione dei personaggi e le tante, spettacolari scene di massa. Questa Gigì vorrei dunque che fosse, anche per voi, come respirare una boccata di aria pura».

Corrado Abbati

da 14€ a 31€

IL SERVO | Andrea Renzi e Lino Musella

Dal 22 al 25 febbraio 2018 |  Creberg Teatro

 

dalla pièce teatrale The Servant

dal romanzo omonimo di Robin Maugham
regia Pierpaolo Sepe e Andrea Renzi

con Tony Laudadio

coproduzione Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia , Casa del Contemporaneo, Teatri Uniti e Teatro Stabile di Napoli

 

Il servo è un romanzo breve di Robin Maugham. Quando nel 1948 fu dato alle stampe e distribuito nelle librerie inglesi fu considerato “un piccolo capolavoro di abiezione”, mentre la critica aveva riconosciuto al giovane scrittore un talento di narratore pari a quello dello zio, il grande Somerset Maugham. Ancora oggi, il romanzo è considerato una “commedia nera” e di scavo psicologico, la cui trama – chiusa all’interno di una casa borghese – si struttura come una ragnatela, lentamente tessuta dal servo. Al centro del racconto, la vicenda di un rapporto di dominazione e assuefazione di un uomo su un altro uomo: Barrettè un domestico che prende servizio nella casa di Tony, ricco avvocato londinese. Inizialmente, il servo sembra assolvere con zelo il proprio incarico, ma attraverso ambigui giochi psicologici si arriverà al rovesciamento dei ruoli servo/padrone. Nel gioco perverso entrano in campo anche l'amico-testimone della vicenda,Richard, la fidanzata di Tony, Sally, la nipote di Barrett, Verae la misteriosaMabel.

Il lavoro di Andrea Renzi e Pierpaolo Sepe parte dall'adattamento teatrale che lo stesso Maugham realizzò nel 1958 e evoca le atmosfere del celebre film di Joseph Losey del 1963 con la sceneggiatura di Harold Pinter. La traduzione di Lorenzo Pavolini intreccia le due versioni del testo, concentrandosi essenzialmente sulla scrittura del romanzo che, rispetto al testo teatrale, «è decisamente più scarna e minima, concentrata nel raccontare un preciso costume sociale» – evidenzia Pavolini nelle note alla traduzione. Il tutto in un mondo sospeso tra ieri e oggi, alla metà del secolo, dove i domestici sono servi e alla fidanzata si fa la dichiarazione, dove la Londra vittoriana non si è ancora sciolta nello swinging e la sensualità è perdizione.

Continua

Dal 22 al 25 febbraio 2018 |  Creberg Teatro

 

dalla pièce teatrale The Servant

dal romanzo omonimo di Robin Maugham
regia Pierpaolo Sepe e Andrea Renzi

con Tony Laudadio

coproduzione Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia , Casa del Contemporaneo, Teatri Uniti e Teatro Stabile di Napoli

 

Il servo è un romanzo breve di Robin Maugham. Quando nel 1948 fu dato alle stampe e distribuito nelle librerie inglesi fu considerato “un piccolo capolavoro di abiezione”, mentre la critica aveva riconosciuto al giovane scrittore un talento di narratore pari a quello dello zio, il grande Somerset Maugham. Ancora oggi, il romanzo è considerato una “commedia nera” e di scavo psicologico, la cui trama – chiusa all’interno di una casa borghese – si struttura come una ragnatela, lentamente tessuta dal servo. Al centro del racconto, la vicenda di un rapporto di dominazione e assuefazione di un uomo su un altro uomo: Barrettè un domestico che prende servizio nella casa di Tony, ricco avvocato londinese. Inizialmente, il servo sembra assolvere con zelo il proprio incarico, ma attraverso ambigui giochi psicologici si arriverà al rovesciamento dei ruoli servo/padrone. Nel gioco perverso entrano in campo anche l'amico-testimone della vicenda,Richard, la fidanzata di Tony, Sally, la nipote di Barrett, Verae la misteriosaMabel.

Il lavoro di Andrea Renzi e Pierpaolo Sepe parte dall'adattamento teatrale che lo stesso Maugham realizzò nel 1958 e evoca le atmosfere del celebre film di Joseph Losey del 1963 con la sceneggiatura di Harold Pinter. La traduzione di Lorenzo Pavolini intreccia le due versioni del testo, concentrandosi essenzialmente sulla scrittura del romanzo che, rispetto al testo teatrale, «è decisamente più scarna e minima, concentrata nel raccontare un preciso costume sociale» – evidenzia Pavolini nelle note alla traduzione. Il tutto in un mondo sospeso tra ieri e oggi, alla metà del secolo, dove i domestici sono servi e alla fidanzata si fa la dichiarazione, dove la Londra vittoriana non si è ancora sciolta nello swinging e la sensualità è perdizione.

da 15€ a 34€

LA PRINCIPESSA DELLA CZARDA | Compagnia Teatro Musica Novecento

11 marzo 2018 | Creberg Teatro

 

libretto Leo Stein e Béla Jenbach

musiche Emmerich Kálmán

produzione Fantasia in Re

 

Presentata al Teatro Johann Strauss di Vienna il 13 novembre 1915, proprio nei giorni dell’assassinio di Sarajevo e dello scoppio della prima guerra mondiale, La Principessa della Czarda ottenne uno dei più grandi successi della storia dell’operetta (successo che si è rinnovato intatto fino ai nostri giorni). Il libretto si rifà alla tipica atmosfera del crepuscolo dell’Impero Asburgico, ispirandosi alle più frequenti conversazioni da salotto e all’argomento più popolare in quell’epoca: quello dei matrimoni impossibili tra rampolli dell’aristocrazia viennese e belle ed affascinanti primedonne del varietà.

Il giovane principe di Lyppert-Weylersheim, Edvino, trascorre le sue serate in un celebre locale notturno di Budapest, l'Orpheum. Qui si innamora di Sylva, diva del momento. Purtroppo il suo romanzo d'amore è destinato a durare poco. Infatti suo padre, contrario a questo legame, ha preparato per il figlio un fidanzamento ufficiale con la contessina Stasi. Ma Sylva ed Edvino si amano profondamente e, prima di lasciarsi, il principe stipula un contratto di nozze col quale promette di sposarla entro otto settimane…

L’allestimento della Compagnia Teatro Musica Novecento soddisfa pienamente gli appassionati della piccola lirica, valorizzando a pieno la parte musicale: grande orchestra, coro del Teatro dell'opera di Parma, corpo di ballo potenziato, nuove scene e costumi.

Continua

11 marzo 2018 | Creberg Teatro

 

libretto Leo Stein e Béla Jenbach

musiche Emmerich Kálmán

produzione Fantasia in Re

 

Presentata al Teatro Johann Strauss di Vienna il 13 novembre 1915, proprio nei giorni dell’assassinio di Sarajevo e dello scoppio della prima guerra mondiale, La Principessa della Czarda ottenne uno dei più grandi successi della storia dell’operetta (successo che si è rinnovato intatto fino ai nostri giorni). Il libretto si rifà alla tipica atmosfera del crepuscolo dell’Impero Asburgico, ispirandosi alle più frequenti conversazioni da salotto e all’argomento più popolare in quell’epoca: quello dei matrimoni impossibili tra rampolli dell’aristocrazia viennese e belle ed affascinanti primedonne del varietà.

Il giovane principe di Lyppert-Weylersheim, Edvino, trascorre le sue serate in un celebre locale notturno di Budapest, l'Orpheum. Qui si innamora di Sylva, diva del momento. Purtroppo il suo romanzo d'amore è destinato a durare poco. Infatti suo padre, contrario a questo legame, ha preparato per il figlio un fidanzamento ufficiale con la contessina Stasi. Ma Sylva ed Edvino si amano profondamente e, prima di lasciarsi, il principe stipula un contratto di nozze col quale promette di sposarla entro otto settimane…

L’allestimento della Compagnia Teatro Musica Novecento soddisfa pienamente gli appassionati della piccola lirica, valorizzando a pieno la parte musicale: grande orchestra, coro del Teatro dell'opera di Parma, corpo di ballo potenziato, nuove scene e costumi.

da 14€ a 31€

PAGAGNINI

Dal 5 all'8 aprile 2018 | Creberg Teatro

 

ideazione Yllana e Ara Malikian

con Eduardo Ortega, Thomas Potiron, Fernando Clemente, Jorge Fournadjiev

produzione Yllana e Ara Malikian

distribuzione Ater – Associazione teatrale Emilia Romagna

 

PaGAGniniunisce la musica classica con il virtuosismo e lo humour di quattro fantastici musicisti. Il risultato è un divertente e sorprendente “Dis-Concerto” che passa in rassegna alcuni dei momenti più alti nella storia della musica classica combinati in maniera ingegnosa alla musica pop.

Da questa combinazione di stili si crea un medley di emozioni, un concerto in cui la serietà e la solennità della musica classica si sposano perfettamente con momenti di sottile umorismo. Questo particolare espediente si unisce all’elegante e virtuosa interpretazione di quattro eccezionali musicisti, affascinando qualsiasi tipo di pubblico. Gli impeccabili musicisti si trasformano in showmen interpretando le arie più famose di Mozart, Vivaldi, Pachelbel, de Falla e, naturalmente, Paganini, la cui tormentata figura è al cuore della pièce. Tutto lo spettacolo è condito da esilaranti gag e variazioni sul tema: i violinisti saltano, si lanciano in “esecuzioni itineranti”, improvvisano un flamenco, e non mancano incursioni nella musica rock e pop contemporanea, da Serge Gainsbourg agli U2.

Le gag, la fisicità e lo humour esplosivo, tipici del linguaggio teatrale dell’originale compagnia spagnola, hanno già fatto ridere le platee del mondo intero. Puro teatro e puro divertimento!

Continua

Dal 5 all'8 aprile 2018 | Creberg Teatro

 

ideazione Yllana e Ara Malikian

con Eduardo Ortega, Thomas Potiron, Fernando Clemente, Jorge Fournadjiev

produzione Yllana e Ara Malikian

distribuzione Ater – Associazione teatrale Emilia Romagna

 

PaGAGniniunisce la musica classica con il virtuosismo e lo humour di quattro fantastici musicisti. Il risultato è un divertente e sorprendente “Dis-Concerto” che passa in rassegna alcuni dei momenti più alti nella storia della musica classica combinati in maniera ingegnosa alla musica pop.

Da questa combinazione di stili si crea un medley di emozioni, un concerto in cui la serietà e la solennità della musica classica si sposano perfettamente con momenti di sottile umorismo. Questo particolare espediente si unisce all’elegante e virtuosa interpretazione di quattro eccezionali musicisti, affascinando qualsiasi tipo di pubblico. Gli impeccabili musicisti si trasformano in showmen interpretando le arie più famose di Mozart, Vivaldi, Pachelbel, de Falla e, naturalmente, Paganini, la cui tormentata figura è al cuore della pièce. Tutto lo spettacolo è condito da esilaranti gag e variazioni sul tema: i violinisti saltano, si lanciano in “esecuzioni itineranti”, improvvisano un flamenco, e non mancano incursioni nella musica rock e pop contemporanea, da Serge Gainsbourg agli U2.

Le gag, la fisicità e lo humour esplosivo, tipici del linguaggio teatrale dell’originale compagnia spagnola, hanno già fatto ridere le platee del mondo intero. Puro teatro e puro divertimento!