Tornano le aperture al pubblico della Fontana del Lantro, uno dei luoghi più suggestivi di Città Alta. Con il Gruppo Speleologico Bergamasco le Nottole, una visita guidata alla storica Fontana del Lantro.
Situata in via della Boccola, sotto la chiesa di San Lorenzo, la Fontana del Lantro è una straordinaria cisterna sotterranea di origine antichissima. Fu citata per la prima volta in un documento del 928, da cui si apprende l’etimologia del nome “Lantro” (Later, che significa “antro dell’acqua”) veniva utilizzata per l’approvvigionamento d’acqua ad uso domestico, per la concia delle pelli, per lavare i panni e vi si conducevano gli animali ad abbeverarsi. Il Later fornì acqua alla popolazione sino a fine Ottocento, quando entrò in funzione l’acquedotto municipale.
Caratterizzata da grandi volte in pietra sostenute da una colonna centrale e da una vasca capace di circa 400 metri cubi d’acqua, rappresenta uno degli esempi più suggestivi di architettura idraulica storica di Bergamo.
Fondamentale il ruolo del Gruppo Speleologico Bergamasco Le Nottole, attivo da oltre 50 anni nello studio e nella valorizzazione dei sotterranei cittadini, che ha contribuito in modo determinante al recupero della Fontana, restituita alla città dopo decenni di abbandono.
Le aperture della Fontana del Lantro si inseriscono nel più ampio percorso di valorizzazione del patrimonio storico e culturale cittadino, in particolare del sito UNESCO “Opere di difesa Veneziane tra XVI e XVII: Stato da Terra – Stato da Mar Occidentale” di cui la Fontana è uno degli elementi costitutivi dell’attributo “Cisterne e sistema idrico” della componente di Bergamo. Un riconoscimento che impegna la città non solo nella tutela, ma anche nella conoscenza e nella fruizione consapevole dei propri beni, rendendo accessibili luoghi meno noti ma fondamentali per comprendere la storia e l’identità urbana.
L’accesso è regolato per garantire la sicurezza dei visitatori: gruppi contingentati (massimo 15 persone per volta), obbligo di scarpe chiuse con suola antiscivolo e alcune limitazioni legate alla natura del sito ipogeo.