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Porta Nuova

Description

La nouvelle porte de la ville fut ouverte dans les ‘Muraine’, la barrière de l’octroi, dont la démolition fut terminée dans la nuit du jour de l’an 1900.

Les deux propylées, dessinés par Giuseppe Cusi en 1828, furent réalisés par Antonio Pagnoncelli en 1837.

Les travaux se terminèrent avec le tracé de la Route Ferdinandea (en l’honneur de Ferdinand Ier d’Autriche), le nouvel axe routier de liaison à la Ville Haute.


La strada ferdinandea, inaugurata nel 1838 in occasione della visita dell'imperatore d'Austria Ferdinando I, attualmente prende il nome di Viale Vittorio Emanuele e, insieme a Viale Roma e Viale Papa Giovanni, costituisce l’asse che da Città Bassa conduce fino a quella Alta. In origine sorgeva in mezzo alla campagna, ma in breve tempo diviene un asse cittadino tra i più rilevanti, lungo il quale nascono affascinanti palazzi pubblici e privati. Attorno a questa strada e alla porta si sviluppa la città moderna, dalla bellezza sospesa, industriosa, legata ai ritmi del lavoro, dello shopping e della vita di tutti i giorni.

Da Porta Nuova si gode la migliore veduta del borgo costruito sul colle di Città Alta. Il profilo di palazzi, campanili, torri, cupole e mura si rivela in tutta la sua ricchezza e armonia. L’architetto Marcello Piacentini, che agli inizi del XX secolo ridisegna il centro alle spalle della Porta, ha infatti l’accortezza di progettare i palazzi a un’altezza tale da offrire una vista ideale del borgo situato sulla Città Alta.

Le costruzioni gemelle dallo stile classico che dominano Porta Nuova da entrambi i lati sono chiamate propilei, ovvero “ciò che sta davanti al cancello”. Fino al 1901, infatti, erano sede della guardia del dazio che controllava l’ingresso delle merci in città: qui un cancello di ferro bloccava la strada. Chi entrava in città doveva quindi pagare la tassa sulle merci, come avviene in una dogana odierna.

Le Muraine, oltre che essere fortificazioni di difesa, fungevano anche da confine doganale.  Eliminata la tassa del dazio, si decise di abbatterle. In alcuni angoli della città ne rimangono rare, sorprendenti testimonianze. Una in particolare è ben riconoscibile ed è rappresentata dalla torre del Galgario, cilindrica, con base tronco conica, che si erge oggi solitaria in mezzo a un viale molto frequentato.

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La nouvelle porte de la ville fut ouverte dans les ‘Muraine’, la barrière de l’octroi, dont la démolition fut terminée dans la nuit du jour de l’an 1900.

Les deux propylées, dessinés par Giuseppe Cusi en 1828, furent réalisés par Antonio Pagnoncelli en 1837.

Les travaux se terminèrent avec le tracé de la Route Ferdinandea (en l’honneur de Ferdinand Ier d’Autriche), le nouvel axe routier de liaison à la Ville Haute.


La strada ferdinandea, inaugurata nel 1838 in occasione della visita dell'imperatore d'Austria Ferdinando I, attualmente prende il nome di Viale Vittorio Emanuele e, insieme a Viale Roma e Viale Papa Giovanni, costituisce l’asse che da Città Bassa conduce fino a quella Alta. In origine sorgeva in mezzo alla campagna, ma in breve tempo diviene un asse cittadino tra i più rilevanti, lungo il quale nascono affascinanti palazzi pubblici e privati. Attorno a questa strada e alla porta si sviluppa la città moderna, dalla bellezza sospesa, industriosa, legata ai ritmi del lavoro, dello shopping e della vita di tutti i giorni.

Da Porta Nuova si gode la migliore veduta del borgo costruito sul colle di Città Alta. Il profilo di palazzi, campanili, torri, cupole e mura si rivela in tutta la sua ricchezza e armonia. L’architetto Marcello Piacentini, che agli inizi del XX secolo ridisegna il centro alle spalle della Porta, ha infatti l’accortezza di progettare i palazzi a un’altezza tale da offrire una vista ideale del borgo situato sulla Città Alta.

Le costruzioni gemelle dallo stile classico che dominano Porta Nuova da entrambi i lati sono chiamate propilei, ovvero “ciò che sta davanti al cancello”. Fino al 1901, infatti, erano sede della guardia del dazio che controllava l’ingresso delle merci in città: qui un cancello di ferro bloccava la strada. Chi entrava in città doveva quindi pagare la tassa sulle merci, come avviene in una dogana odierna.

Le Muraine, oltre che essere fortificazioni di difesa, fungevano anche da confine doganale.  Eliminata la tassa del dazio, si decise di abbatterle. In alcuni angoli della città ne rimangono rare, sorprendenti testimonianze. Una in particolare è ben riconoscibile ed è rappresentata dalla torre del Galgario, cilindrica, con base tronco conica, che si erge oggi solitaria in mezzo a un viale molto frequentato.

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