Tomba dei Polacchi

Descrizione

Una caverna dove sono stati rinvenuti manufatti di metallo e osso, un rasoio quadrangolare di bronzo, frammenti ceramici, oggetti che ci fanno pensare che, nell’età del bronzo, fosse un luogo di culto dove venivano venerate le divinità delle acque.

Essere catapultati in epoche remote, in ambienti misteriosi, come le grotte, dove i nostri antenati praticavano rituali propiziatori, per esprimere sentimenti di sottomissione o di esaltazione dei fenomeni naturali. Graffiti, incisioni, pitture, sistemi grazie ai quali l’uomo preistorico cercava di mettersi in contatto con il sacro, con l’arcano. 


La “Tomba dei Polacchi”, a Rota Imagna, rappresenta un luogo ricco di fascino ed enigmi. Il ritrovamento di utensili presso la grande stalagmite che si innalza sul fondo della grotta ha sollevato molteplici ipotesi e non pochi interrogativi. Vasi, scodelle, lame in bronzo con decorazioni, pendagli d’osso.

Quello che pare certo è che la grotta fosse utilizzata per pratiche di culto, probabilmente quello dedicato alle acque. A sostenere questa tesi è l’abbondante stillicidio e la presenza di colate stalagmitiche.

La grotta è una delle tante che si possono trovare in Valle Imagna, uno dei territori più ricchi di fenomeni carsici della provincia bergamasca. Sono circa 250 quelle conosciute, numerosi i fenomeni di concrezionamento, i ritrovamenti paleontologici e archeologici. Gli oggetti rinvenuti nella “Grotta dei Polacchi” sono conservati presso il Museo Archeologico di Bergamo.

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Una caverna dove sono stati rinvenuti manufatti di metallo e osso, un rasoio quadrangolare di bronzo, frammenti ceramici, oggetti che ci fanno pensare che, nell’età del bronzo, fosse un luogo di culto dove venivano venerate le divinità delle acque.

Essere catapultati in epoche remote, in ambienti misteriosi, come le grotte, dove i nostri antenati praticavano rituali propiziatori, per esprimere sentimenti di sottomissione o di esaltazione dei fenomeni naturali. Graffiti, incisioni, pitture, sistemi grazie ai quali l’uomo preistorico cercava di mettersi in contatto con il sacro, con l’arcano. 


La “Tomba dei Polacchi”, a Rota Imagna, rappresenta un luogo ricco di fascino ed enigmi. Il ritrovamento di utensili presso la grande stalagmite che si innalza sul fondo della grotta ha sollevato molteplici ipotesi e non pochi interrogativi. Vasi, scodelle, lame in bronzo con decorazioni, pendagli d’osso.

Quello che pare certo è che la grotta fosse utilizzata per pratiche di culto, probabilmente quello dedicato alle acque. A sostenere questa tesi è l’abbondante stillicidio e la presenza di colate stalagmitiche.

La grotta è una delle tante che si possono trovare in Valle Imagna, uno dei territori più ricchi di fenomeni carsici della provincia bergamasca. Sono circa 250 quelle conosciute, numerosi i fenomeni di concrezionamento, i ritrovamenti paleontologici e archeologici. Gli oggetti rinvenuti nella “Grotta dei Polacchi” sono conservati presso il Museo Archeologico di Bergamo.