Palazzo Moroni

Palazzo Moroni

Descrizione

Palazzo Moroni sorge in via Porta Dipinta (Città Alta) ed è caratterizzato da interni e arredi eccezionalmente ben conservati, nonché da una ricca collezione d’arte e da un giardino all’italiana con vasta ortaglia. Il magnifico edificio offre dunque ai visitatori non solo arte e storia, ma anche un suggestivo parco storico nel cuore di Bergamo Alta.

La famiglia Moroni possiede e abita il palazzo dal 1636. L’impianto originario è stato mantenuto e conservato in maniera accurata; lo Scalone monumentale conduce dalla corte d’ingresso al piano nobile, dietro le cui porte si trovano sale e saloni affrescati e arredati tra Sei e Ottocento.
Nelle sale maggiori permangono in tutta la loro bellezza le prove di maestria frescatrice del Barbelli, e qui è conservata anche l'ampia e varia Collezione Moroni, dove spiccano, oltre a opere di Bernardino Luini, Cesare Tallone, i celebri ritratti di Gian Gerolamo Grumelli (Il Cavaliere in Rosa) e di Isotta Brembati, eseguiti dal pittore Giovanni Battista Moroni di Albino.

Fin dalla costruzione il palazzo si affaccia su un complesso di giardini all’italiana, articolati in una balconata e tre terrazzamenti che si sviluppano a ridosso del Colle di Sant’Eufemia. Il terzo e più alto terrazzamento dà accesso al Pensatoio del conte, una torretta in stile neomedievale costruita nell’Ottocento sui resti di una più antica struttura, già di pertinenza della Rocca civica, che cinge la cima del colle.
Oltre i giardini veri e propri si estendono circa due ettari di ortaglia, annessa alla proprietà nel corso del XIX secolo grazie ai fratelli Pietro e Alessandro Moroni, quest'ultimo studioso di agronomia. Nell'area si trovano ancora viti allevate su pergola, alberi da frutto e un roccolo, cioè un circolo di alberi di carpino, i cui rami intrecciati fungevano da reti per cacciare uccelli vivi a scopo alimentare e ludico. Non mancano poi gli alberi di gelso, uno dei simboli della famiglia, arricchitasi con l’allevamento del baco da seta che si nutre proprio delle foglie di questo albero.

 

Grazie all’accordo tra il FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano e la Fondazione Museo di Palazzo Moroni del dicembre 2019, finalizzato al restauro, alla gestione e alla valorizzazione dello splendido palazzo bergamasco, Palazzo e Giardini Moroni sono oggi regolarmente aperti al pubblico.


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Palazzo Moroni sorge in via Porta Dipinta (Città Alta) ed è caratterizzato da interni e arredi eccezionalmente ben conservati, nonché da una ricca collezione d’arte e da un giardino all’italiana con vasta ortaglia. Il magnifico edificio offre dunque ai visitatori non solo arte e storia, ma anche un suggestivo parco storico nel cuore di Bergamo Alta.

La famiglia Moroni possiede e abita il palazzo dal 1636. L’impianto originario è stato mantenuto e conservato in maniera accurata; lo Scalone monumentale conduce dalla corte d’ingresso al piano nobile, dietro le cui porte si trovano sale e saloni affrescati e arredati tra Sei e Ottocento.
Nelle sale maggiori permangono in tutta la loro bellezza le prove di maestria frescatrice del Barbelli, e qui è conservata anche l'ampia e varia Collezione Moroni, dove spiccano, oltre a opere di Bernardino Luini, Cesare Tallone, i celebri ritratti di Gian Gerolamo Grumelli (Il Cavaliere in Rosa) e di Isotta Brembati, eseguiti dal pittore Giovanni Battista Moroni di Albino.

Fin dalla costruzione il palazzo si affaccia su un complesso di giardini all’italiana, articolati in una balconata e tre terrazzamenti che si sviluppano a ridosso del Colle di Sant’Eufemia. Il terzo e più alto terrazzamento dà accesso al Pensatoio del conte, una torretta in stile neomedievale costruita nell’Ottocento sui resti di una più antica struttura, già di pertinenza della Rocca civica, che cinge la cima del colle.
Oltre i giardini veri e propri si estendono circa due ettari di ortaglia, annessa alla proprietà nel corso del XIX secolo grazie ai fratelli Pietro e Alessandro Moroni, quest'ultimo studioso di agronomia. Nell'area si trovano ancora viti allevate su pergola, alberi da frutto e un roccolo, cioè un circolo di alberi di carpino, i cui rami intrecciati fungevano da reti per cacciare uccelli vivi a scopo alimentare e ludico. Non mancano poi gli alberi di gelso, uno dei simboli della famiglia, arricchitasi con l’allevamento del baco da seta che si nutre proprio delle foglie di questo albero.

 

Grazie all’accordo tra il FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano e la Fondazione Museo di Palazzo Moroni del dicembre 2019, finalizzato al restauro, alla gestione e alla valorizzazione dello splendido palazzo bergamasco, Palazzo e Giardini Moroni sono oggi regolarmente aperti al pubblico.


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