Palazzo del Podestà

Descrizione

In origine residenza delle famiglie Suardi-Colleoni (da ciò la denominazione di "Domus Suardorum"), il Palazzo del Podestà  dall'inizio del XII fino alla prima metà  del XV secolo ospitò il Podestà  di Bergamo e varie funzioni comunali. È collegato da un cavalcavia all'attiguo palazzo della Ragione, nel quale, in occasione del restauro dopo il devastante incendio del 1513, l'architetto Pietro Isabello ricavò un unico grandioso salone, che prende il nome di sala delle Capriate. Adibito a varie funzioni durante il dominio di Venezia e con gli Austriaci, il Palazzo del Podestà  finì con l'avere nell'arco dell'ultimo secolo destinazioni non consone alla sua importanza storica. Sottoposto dal Comune a un intervento di restauro e di recupero durato quindici anni, il palazzo ha rivelato importantissime testimonianze riguardanti la storia della città . Nel sottosuolo sono venuti alla luce resti e strutture d'epoca romana, tra cui un poderoso muro e resti di botteghe che hanno consentito di dare una definitiva collocazione all'area sulla quale sorgeva il foro. Oggi è sede del Museo storico dell'età  veneta. 


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In origine residenza delle famiglie Suardi-Colleoni (da ciò la denominazione di "Domus Suardorum"), il Palazzo del Podestà  dall'inizio del XII fino alla prima metà  del XV secolo ospitò il Podestà  di Bergamo e varie funzioni comunali. È collegato da un cavalcavia all'attiguo palazzo della Ragione, nel quale, in occasione del restauro dopo il devastante incendio del 1513, l'architetto Pietro Isabello ricavò un unico grandioso salone, che prende il nome di sala delle Capriate. Adibito a varie funzioni durante il dominio di Venezia e con gli Austriaci, il Palazzo del Podestà  finì con l'avere nell'arco dell'ultimo secolo destinazioni non consone alla sua importanza storica. Sottoposto dal Comune a un intervento di restauro e di recupero durato quindici anni, il palazzo ha rivelato importantissime testimonianze riguardanti la storia della città . Nel sottosuolo sono venuti alla luce resti e strutture d'epoca romana, tra cui un poderoso muro e resti di botteghe che hanno consentito di dare una definitiva collocazione all'area sulla quale sorgeva il foro. Oggi è sede del Museo storico dell'età  veneta.