Marino Angelo Rossi, Intagliatore

Descripción

Insieme al Distretto urbano del commercio abbiamo incontrato Marino angelo rossi, intagliatore bergamasco. Ecco la sua storia: 

In via Pignolo bassa, a pochi passi da Piazzetta Santo Spirito, si apre una piccola bottega delle meraviglie. 

All’ingresso un cavalletto, qualche attrezzo del mestiere, come scalpelli e sgorbie, e il profumo intenso del legno.

Poi quadri - alcuni grandissimi, altri piccoli e colorati - e sculture, scatole, cassapanche che riempiono lo spazio di continue suggestioni.

Tutto rigorosamente e meticolosamente intagliato dall’artista artigiano Marino Angelo Rossi. 

Lui qui, ogni giorno “lavora di cesello”, letteralmente, e assiste alla venuta al mondo di ogni suo bassorilievo. 

Per Marino questo lavoro è stato una conquista ma anche un evento, qualcosa di inaspettato, un talento che più che altro gli è accaduto. 

D'altronde, crescendo in una famiglia con quattro figli e con un papà mancato troppo presto, ha dovuto mettersi al lavoro prima del tempo: “Dovevamo pur mangiare!” aggiunge accennando un sorriso. 

Dell’infanzia ricorda che amava disegnare e che tutti gli chiedevano disegni da portare a casa e conservare. E poi si dilettava ad assemblare pezzi di legno, costruiva oggetti di ogni genere, arrivò persino a realizzare una vera trebbiatrice. A lui bastava poco, qualche legno, un po’ di fil di ferro e il resto lo faceva l’ingegno.

“Certo che sono campagnolo ma mia stupid!” sottolinea con orgoglio.

Si trattava di un passatempo che nutriva con la passione, ma al quale il lavoro da muratore non lasciava molto spazio.

Un giorno - aveva 33 anni - trovò una tavola e iniziò a intagliarla: ne fece un ritratto di Dante Alighieri, che ancora spicca su una parete della sua piccola bottega del centro cittadino.

“Non è tanto dove arrivi, ma come ci arrivi.”

Lui lo sa bene, ché in una vita ne ha vissute tante: è stato muratore, insegnante, restauratore, artista di avanspettacolo (anche al fianco di Corrado) e chitarrista girovago e appassionato.

“Ma sono nato intagliatore: il talento arriva quando nasci!”

Nelle opere esposte, tutte le sue passioni trovano racconto: meccanica, musica, letteratura, astronomia e poesia.

Alcuni pezzi sono quasi dei rebus da decifrare o poemi d’amore: globi terrestri con rose rosse nei punti cardinali o roulette che parlano del gioco dell’amore e della sua infaticabile presenza ogni giorno dell’anno.

Marino intaglia senza sosta, quasi non potesse farne a meno.

“Prima chiudo gli occhi e disegno come fosse un filmato, perché voglio che tutto ciò che faccio abbia un senso. E faccio sempre quello che voglio io!”

Accanto a lui, silenzioso e orgoglioso, c’è Davide, suo figlio musicista professionista, che oggi s’impegna affinché il lavoro del padre abbia il riscontro che merita: “Grazie a lui ho avuto la fortuna di fare quello che amavo e glielo devo.”

In mezzo a loro due si sente forte la stima che li lega, la fiducia reciproca e la grande intesa che solo le passioni condivise sanno costruire.

Ascoltandoli ci convinciamo ancora di più che ogni talento, ogni sguardo capace di bellezza abbia avuto inizio da un qualche contagio, magari inconsapevole, qualcosa che poi, spesso, diventa solo un vago ricordo.

Ecco, nella memoria di Marino c’è sua mamma, che mentre i quattro bambini cenavano leggeva loro, a voce alta, due libri in particolare: I promessi Sposi e la Divina Commedia.

Diceva: “Ricordatevi che nella vita potete perdere tutto, ma non la dignità”.

Oggi, l’opera d’intaglio del padre a cui Davide è più legato è proprio il grandissimo bassorilievo della Divina Commedia realizzata tanti anni fa e accuratamente custodita in un luogo segreto.

Eredità del cuore.


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Insieme al Distretto urbano del commercio abbiamo incontrato Marino angelo rossi, intagliatore bergamasco. Ecco la sua storia: 

In via Pignolo bassa, a pochi passi da Piazzetta Santo Spirito, si apre una piccola bottega delle meraviglie. 

All’ingresso un cavalletto, qualche attrezzo del mestiere, come scalpelli e sgorbie, e il profumo intenso del legno.

Poi quadri - alcuni grandissimi, altri piccoli e colorati - e sculture, scatole, cassapanche che riempiono lo spazio di continue suggestioni.

Tutto rigorosamente e meticolosamente intagliato dall’artista artigiano Marino Angelo Rossi. 

Lui qui, ogni giorno “lavora di cesello”, letteralmente, e assiste alla venuta al mondo di ogni suo bassorilievo. 

Per Marino questo lavoro è stato una conquista ma anche un evento, qualcosa di inaspettato, un talento che più che altro gli è accaduto. 

D'altronde, crescendo in una famiglia con quattro figli e con un papà mancato troppo presto, ha dovuto mettersi al lavoro prima del tempo: “Dovevamo pur mangiare!” aggiunge accennando un sorriso. 

Dell’infanzia ricorda che amava disegnare e che tutti gli chiedevano disegni da portare a casa e conservare. E poi si dilettava ad assemblare pezzi di legno, costruiva oggetti di ogni genere, arrivò persino a realizzare una vera trebbiatrice. A lui bastava poco, qualche legno, un po’ di fil di ferro e il resto lo faceva l’ingegno.

“Certo che sono campagnolo ma mia stupid!” sottolinea con orgoglio.

Si trattava di un passatempo che nutriva con la passione, ma al quale il lavoro da muratore non lasciava molto spazio.

Un giorno - aveva 33 anni - trovò una tavola e iniziò a intagliarla: ne fece un ritratto di Dante Alighieri, che ancora spicca su una parete della sua piccola bottega del centro cittadino.

“Non è tanto dove arrivi, ma come ci arrivi.”

Lui lo sa bene, ché in una vita ne ha vissute tante: è stato muratore, insegnante, restauratore, artista di avanspettacolo (anche al fianco di Corrado) e chitarrista girovago e appassionato.

“Ma sono nato intagliatore: il talento arriva quando nasci!”

Nelle opere esposte, tutte le sue passioni trovano racconto: meccanica, musica, letteratura, astronomia e poesia.

Alcuni pezzi sono quasi dei rebus da decifrare o poemi d’amore: globi terrestri con rose rosse nei punti cardinali o roulette che parlano del gioco dell’amore e della sua infaticabile presenza ogni giorno dell’anno.

Marino intaglia senza sosta, quasi non potesse farne a meno.

“Prima chiudo gli occhi e disegno come fosse un filmato, perché voglio che tutto ciò che faccio abbia un senso. E faccio sempre quello che voglio io!”

Accanto a lui, silenzioso e orgoglioso, c’è Davide, suo figlio musicista professionista, che oggi s’impegna affinché il lavoro del padre abbia il riscontro che merita: “Grazie a lui ho avuto la fortuna di fare quello che amavo e glielo devo.”

In mezzo a loro due si sente forte la stima che li lega, la fiducia reciproca e la grande intesa che solo le passioni condivise sanno costruire.

Ascoltandoli ci convinciamo ancora di più che ogni talento, ogni sguardo capace di bellezza abbia avuto inizio da un qualche contagio, magari inconsapevole, qualcosa che poi, spesso, diventa solo un vago ricordo.

Ecco, nella memoria di Marino c’è sua mamma, che mentre i quattro bambini cenavano leggeva loro, a voce alta, due libri in particolare: I promessi Sposi e la Divina Commedia.

Diceva: “Ricordatevi che nella vita potete perdere tutto, ma non la dignità”.

Oggi, l’opera d’intaglio del padre a cui Davide è più legato è proprio il grandissimo bassorilievo della Divina Commedia realizzata tanti anni fa e accuratamente custodita in un luogo segreto.

Eredità del cuore.


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