Museo Arte Sacra

Descrizione

Anche l’arte cosiddetta sacra trova spazio nell’offerta turistica di un luogo e così suppellettili e documenti custoditi nella parrocchiale di Schilpario, dedicata a S. Antonio da Padova, sono stati messi in mostra.

Nel luglio del 2007 si è provveduto ad inaugurare questo spazio espositivo, alloggiato nella chiesetta di S. Rocco, proprio a fianco della chiesa principale, in cui sono visibili oggetti e arredi custoditi dalla comunità di Schilpario da oltre quattro secoli. Libri, calici, ampolline, paramenti e suppellettili da liturgia si affiancano a memorie in grado di rendere evidente come arte, storia, cultura, tradizione e fede si siano intrecciate anche in terra scalvina.

 


Di grande effetto è la visione del massiccio catafalco in legno scuro, un tempo comunemente utilizzato, in grado di fornire, a secondo dell’altezza a cui veniva posizionata la “cassa”, la celebrazione di funerali di prima, seconda o terza categoria.

Da punto di vista affettivo invece tra i pezzi custoditi spiccano quelli appartenuti a prelati d’epoche diverse ma con la comune caratteristica di essere tutti nati a Schilpario.

E’ singolare trovarsi di fronte ad oggetti appartenuti al Cardinal Angelo Maj, insigne paleografo che scoprì frammenti del “de Republica” di Cicerone, al quale venne dedicata addirittura un’ode da Giacomo Leopardi che lo definì “lo scopritor famoso”.

Ad Angelo Maj, oltre alla omonima Biblioteca in Piazza Vecchia (Bergamo-Città Alta), è stata intitolata anche la piazza principale di Schilpario.

All’interno del Museo d’Arte Sacra trovano inoltre spazio oggetti appartenuti a mons. Simon Pietro Grassi che, negli anni ‘30, divenne vescovo della cittadina piemontese di Tortona ed a mons. Andrea Spada che per più di 50 anni ha ricoperto ruolo di direttore del quotidiano L’Eco di Bergamo.

 

 

Continua

Anche l’arte cosiddetta sacra trova spazio nell’offerta turistica di un luogo e così suppellettili e documenti custoditi nella parrocchiale di Schilpario, dedicata a S. Antonio da Padova, sono stati messi in mostra.

Nel luglio del 2007 si è provveduto ad inaugurare questo spazio espositivo, alloggiato nella chiesetta di S. Rocco, proprio a fianco della chiesa principale, in cui sono visibili oggetti e arredi custoditi dalla comunità di Schilpario da oltre quattro secoli. Libri, calici, ampolline, paramenti e suppellettili da liturgia si affiancano a memorie in grado di rendere evidente come arte, storia, cultura, tradizione e fede si siano intrecciate anche in terra scalvina.

 


Di grande effetto è la visione del massiccio catafalco in legno scuro, un tempo comunemente utilizzato, in grado di fornire, a secondo dell’altezza a cui veniva posizionata la “cassa”, la celebrazione di funerali di prima, seconda o terza categoria.

Da punto di vista affettivo invece tra i pezzi custoditi spiccano quelli appartenuti a prelati d’epoche diverse ma con la comune caratteristica di essere tutti nati a Schilpario.

E’ singolare trovarsi di fronte ad oggetti appartenuti al Cardinal Angelo Maj, insigne paleografo che scoprì frammenti del “de Republica” di Cicerone, al quale venne dedicata addirittura un’ode da Giacomo Leopardi che lo definì “lo scopritor famoso”.

Ad Angelo Maj, oltre alla omonima Biblioteca in Piazza Vecchia (Bergamo-Città Alta), è stata intitolata anche la piazza principale di Schilpario.

All’interno del Museo d’Arte Sacra trovano inoltre spazio oggetti appartenuti a mons. Simon Pietro Grassi che, negli anni ‘30, divenne vescovo della cittadina piemontese di Tortona ed a mons. Andrea Spada che per più di 50 anni ha ricoperto ruolo di direttore del quotidiano L’Eco di Bergamo.