ECOMUSEO DELLE MINIERE “ZANALBERT” COLERE

Descrizione

...nell’Ecomuseo delle Miniere di Colere è di fatto racchiusa parte della lunghissima storia di lavoro, spesso davvero molto duro, che ha contraddistinto la vita degli abitanti della Valle di Scalve. Inaugurato nel luglio del 2008, l’Ecomuseo è frutto dell’intervento di riqualificazione delle ex Laverie che, in località Carbonera, erano il luogo in cui veniva lavato (da questo prende nome la struttura) il minerale, soprattutto di fluorite, estratto dalle gallerie della Presolana.

E’ stato dedicato alla figura …


… di Domenico Giovanni Alberto Belingheri (conosciuto come Zanalbert) minatore e storico gestore del Rifugio Albani.

Strutturato su tre livelli l’Ecomuseo ospita, al primo piano , una raccolta di materiali, memorie e attrezzature parte del vivere quotidiano dei minatori.

Vi è poi un vasto assortimento di minerali e fossili in grado di mostrare al visitatore il tipo di territorio caratterizzante quest’angolo di Valle.

Al secondo livello trova spazio la parte forse più sorprendente della struttura la fedele ricostruzione di una “vasca di laveria” e quindi si può osservare acqua che rumorosamente scorre lungo il canale (utilizzato un tempo tal fine) per poi ricadere in una vasca di raccolta resa ancor più incantevole da un apposito sistema d’illuminazione.

Vi sono poi locali riservati a laboratori didattici con accesso indipendente e, al terzo livello, trova alloggio la sala delle conferenze, con capriate a vista, ad utilizzo polivalente ma particolarmente indicata per allestire appuntamenti culturali.

All’esterno sono state create aree parcheggio, accessi pedonali, area pic-nic ed uno spazio verde arricchito dalla presenza di vagoncini da miniera.

Da sottolineare come il progetto di realizzazione dell’Ecomuseo abbia tenuto conto anche del fattore ecosostenibilità attraverso l’utilizzo di materiali non nocivi come legno, pietra locale ed ardesia.

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...nell’Ecomuseo delle Miniere di Colere è di fatto racchiusa parte della lunghissima storia di lavoro, spesso davvero molto duro, che ha contraddistinto la vita degli abitanti della Valle di Scalve. Inaugurato nel luglio del 2008, l’Ecomuseo è frutto dell’intervento di riqualificazione delle ex Laverie che, in località Carbonera, erano il luogo in cui veniva lavato (da questo prende nome la struttura) il minerale, soprattutto di fluorite, estratto dalle gallerie della Presolana.

E’ stato dedicato alla figura …


… di Domenico Giovanni Alberto Belingheri (conosciuto come Zanalbert) minatore e storico gestore del Rifugio Albani.

Strutturato su tre livelli l’Ecomuseo ospita, al primo piano , una raccolta di materiali, memorie e attrezzature parte del vivere quotidiano dei minatori.

Vi è poi un vasto assortimento di minerali e fossili in grado di mostrare al visitatore il tipo di territorio caratterizzante quest’angolo di Valle.

Al secondo livello trova spazio la parte forse più sorprendente della struttura la fedele ricostruzione di una “vasca di laveria” e quindi si può osservare acqua che rumorosamente scorre lungo il canale (utilizzato un tempo tal fine) per poi ricadere in una vasca di raccolta resa ancor più incantevole da un apposito sistema d’illuminazione.

Vi sono poi locali riservati a laboratori didattici con accesso indipendente e, al terzo livello, trova alloggio la sala delle conferenze, con capriate a vista, ad utilizzo polivalente ma particolarmente indicata per allestire appuntamenti culturali.

All’esterno sono state create aree parcheggio, accessi pedonali, area pic-nic ed uno spazio verde arricchito dalla presenza di vagoncini da miniera.

Da sottolineare come il progetto di realizzazione dell’Ecomuseo abbia tenuto conto anche del fattore ecosostenibilità attraverso l’utilizzo di materiali non nocivi come legno, pietra locale ed ardesia.