Cammino "Alta Via delle Grazie"

Descrizione

Sono ben 315 i chilometri da percorrere in 12 giorni per compiere un affascinante cammino spirituale che inizia e termina in città e fa tappa nei luoghi di devozione alla Madonna in Val Seriana e sull’Alto Sebino.

Si parte dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie in città bassa e dopo aver attraversato scenari spettacolari nel contesto naturalistico del fiume Serio e del lago d’Iseo, si torna a Bergamo. L’ultima tappa è in città alta nella Basilica di Santa Maria Maggiore.

Gabriella Castelli, pellegrina e hospitalera nel Cammino di Santiago, e Giovanni Battista Merelli di Vertova, ottimo conoscitore dei sentieri che si snodano tra Bergamo e Valbondione, hanno mappato con passione ed estrema cura questo itinerario, ispirandosi al Cammino di Santiago di Compostela, il cammino europeo più famoso.

Il simbolo che identifica il cammino è un quadrifoglio blu su uno sfondo quadrato giallo, il tutto inserito in un cerchio con le 12 stelle dell’Europa Unita. I quattro petali del quadrifoglio simboleggiano i quattro temi del cammino: arte, natura, spiritualità e tradizione.

Un passaporto accompagna il pellegrino lungo tutto il percorso, gli conferisce lo status di viandante del Cammino e gli permette di ottenere i timbri e l’accesso alle strutture di accoglienza lungo l’Alta Via.

Per richiedere il passaporto e per maggiori informazioni scrivere a altaviadellegrazie@gmail.com o telefonare al numero 348 4527583.


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Sono ben 315 i chilometri da percorrere in 12 giorni per compiere un affascinante cammino spirituale che inizia e termina in città e fa tappa nei luoghi di devozione alla Madonna in Val Seriana e sull’Alto Sebino.

Si parte dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie in città bassa e dopo aver attraversato scenari spettacolari nel contesto naturalistico del fiume Serio e del lago d’Iseo, si torna a Bergamo. L’ultima tappa è in città alta nella Basilica di Santa Maria Maggiore.

Gabriella Castelli, pellegrina e hospitalera nel Cammino di Santiago, e Giovanni Battista Merelli di Vertova, ottimo conoscitore dei sentieri che si snodano tra Bergamo e Valbondione, hanno mappato con passione ed estrema cura questo itinerario, ispirandosi al Cammino di Santiago di Compostela, il cammino europeo più famoso.

Il simbolo che identifica il cammino è un quadrifoglio blu su uno sfondo quadrato giallo, il tutto inserito in un cerchio con le 12 stelle dell’Europa Unita. I quattro petali del quadrifoglio simboleggiano i quattro temi del cammino: arte, natura, spiritualità e tradizione.

Un passaporto accompagna il pellegrino lungo tutto il percorso, gli conferisce lo status di viandante del Cammino e gli permette di ottenere i timbri e l’accesso alle strutture di accoglienza lungo l’Alta Via.

Per richiedere il passaporto e per maggiori informazioni scrivere a altaviadellegrazie@gmail.com o telefonare al numero 348 4527583.


Tappa 1

I primi 22 km vi condurranno da Bergamo a Selvino. L’inizio è nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie nella città bassa di Bergamo e si arriverà a Selvino, facendo tappa al Santuario della Beata Vergine Maria di Monte Perello, nel comune di Algua. Al termine del primo giorno, troverete ristoro e alloggio presso la casa parrocchiale a Selvino.

Da Selvino si partirà alla volta di Vertova, e durante il percorso di 20 km potrete ammirare la Val de Gru, un luogo di particolare attrattiva naturalistica, fuori dai percorsi battuti che conserva un mondo contadino antico e la Valle Vertova, uno scrigno di bellezze naturali. Alla fine del percorso potrete trovare ospitalità presso l’oratorio della parrocchia di Vertova.

Il terzo giorno da Vertova si arriverà a Premolo, facendo una sosta al Santuario della Madonna del Frassino a Oneta. In questo percorso di 27 km, da non perdere il paesino di Barbata, caratterizzato da poche case e dalla Chiesa della Madonna della Mercede circondate dalla natura, donando così un panorama meraviglioso. L’arrivo è previsto a Premolo, dove l’Hotel Primolus metterà a disposizione le proprie camere.

La meta del quarto giorno è Gromo. Si partirà da Premolo e ci si fermerà al Santuario della Madonna delle Lacrime a Ponte Nossa. Durante i 28 km che vi condurranno a Gromo, potrete ammirare il Ponte Ballerino a Villa d’Ogna, il ponte di legno sospeso sul fiume Serio e visitare Bani d’Ardesio, piccolo borgo medievale caratterizzato da antiche case rurali.  A Gromo troverete alloggio presso il B&B Cà Rosei.

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I primi 22 km vi condurranno da Bergamo a Selvino. L’inizio è nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie nella città bassa di Bergamo e si arriverà a Selvino, facendo tappa al Santuario della Beata Vergine Maria di Monte Perello, nel comune di Algua. Al termine del primo giorno, troverete ristoro e alloggio presso la casa parrocchiale a Selvino.

Da Selvino si partirà alla volta di Vertova, e durante il percorso di 20 km potrete ammirare la Val de Gru, un luogo di particolare attrattiva naturalistica, fuori dai percorsi battuti che conserva un mondo contadino antico e la Valle Vertova, uno scrigno di bellezze naturali. Alla fine del percorso potrete trovare ospitalità presso l’oratorio della parrocchia di Vertova.

Il terzo giorno da Vertova si arriverà a Premolo, facendo una sosta al Santuario della Madonna del Frassino a Oneta. In questo percorso di 27 km, da non perdere il paesino di Barbata, caratterizzato da poche case e dalla Chiesa della Madonna della Mercede circondate dalla natura, donando così un panorama meraviglioso. L’arrivo è previsto a Premolo, dove l’Hotel Primolus metterà a disposizione le proprie camere.

La meta del quarto giorno è Gromo. Si partirà da Premolo e ci si fermerà al Santuario della Madonna delle Lacrime a Ponte Nossa. Durante i 28 km che vi condurranno a Gromo, potrete ammirare il Ponte Ballerino a Villa d’Ogna, il ponte di legno sospeso sul fiume Serio e visitare Bani d’Ardesio, piccolo borgo medievale caratterizzato da antiche case rurali.  A Gromo troverete alloggio presso il B&B Cà Rosei.

1Chiesa Santa Maria delle Grazie

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie si trova a Bergamo sul viale Papa Giovanni XXIII, in prossimità dei propilei.  Arrivando dalla stazione ferroviaria è il primo luogo di culto che si incontra in città.

L’edificio è sacro e ricco di storia: è stato fondato nel 1422 da San Bernardino come convento francescano. A metà del XIX secolo, a causa della risistemazione urbanistica della città che prevedeva la realizzazione di un grande viale che collegasse la stazione alla Porta di Sant’Agostino, la chiesa viene abbattuta e poi riedificata in una sede leggermente spostata rispetto alla precedente locazione.  

L'impianto attuale della chiesa a croce greca in stile neoclassico, si deve all'architetto Antonio Preda, che riuscì a creare un edificio importante che ben si collocasse nella nuova situazione architettonica della città, rendendo così il monumentale complesso delle Grazie cuore della città.  

Tuttavia, dell'antico complesso si conservano ancora il chiostro e molte delle opere d'arte, come, ad esempio, l'affresco miracoloso del Santo Jesus sull’ altare ligneo di Caterina Caniana (1761), “Madonna e Santi” di Giambettino Cignaroli (1752), “Madonna e San Diego” di Enea Salmeggia (1594) e molti altri affreschi. La decorazione pittorica della chiesa, che culmina nella Gloria di Maria (1865-68) dipinta nella cupola, è opera di Enrico Scuri, direttore della Scuola di pittura dell'Accademia Carrara.

 

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2Santuario del Perello

E’ tradizione che la Madonna appaia ai più umili, e anche in questo caso la regola non fa eccezione: fu un contadino del paesino di Sambusita, in Val Serina, il prescelto.

La Beata Vergine chiese l’edificazione di una chiesa e per indicare con precisione il luogo dove costruirla compì un miracolo: fece germogliare un ramoscello d’ulivo da un ceppo di faggio. L’avvenimento ebbe un’eco così vasta che portò alla costruzione di ben tre chiese nell’arco di poco più di un secolo! Come uno scrigno, nella prima cappella venne deposta la reliquia del ceppo di faggio con il ramo d’ulivo, nascosta da una lastra di marmo sotto l’altare. La seconda chiesa è stata quasi completamente distrutta nel tempo, e oggi non è visibile se non come luogo di passaggio tra la cappella e la terza chiesa, che viene detta “superiore” ed è quella che attualmente accoglie i fedeli.

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3Santuario della Madonna del Frassino

Nel comune di Oneta, nella Valle del Riso, il Santuario della Madonna del Frassino è situato alle pendici del monte Alben, su una collina a quota 954 metri. Il nome trae origine da “Frasen”, un colle dove vi era un maestoso frassino e, così, gli abitanti hanno cominciato a chiamare il posto con lo specifico nome dell’albero.

Dato la notevole distanza dal paese di Oneta, il santuario è considerato un luogo di pace e serenità e la struttura è circondata da un ampio sagrato panoramico, dal quale è possibile ammirare la bellezza della Valle del Riso.

Il Santuario della Madonna del Frassino, risalente al 1502, ricorda l’apparizione della Madonna del 1512 alla giovane Pierina Carobbio, da tutti chiamata Petruccia e custodisce affreschi e sculture di buon pregio.

Su richiesta è possibile organizzare una visita guidata. Area pic-nic coperta e all’aperto e sala per incontri per un massimo di 30 persone.

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4Chiesa della Madonna della Mercede

Situata a Bondo di Colzate, la Chiesa di Barbata è dedicata alla Madonna della Mercede e risale al XVI secolo, ad opera dei Trinitari della Mercede. È collocata in una posizione panoramica e dal piccolo e bel sagrato si possono ammirare diverse cime delle Prealpi Orobiche e Valle del Riso.

L’attuale campanile è datato 1500 mentre la chiesetta, costruita su una precedente cappella è stata costruita nel 1571, data incisa sul portale in pietra ad arco.

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5Madonna delle Lacrime

A Ponte Nossa, in località Campolongo, troviamo il Santuario della Madonna delle Lacrime, detta anche “Madonna di Campolongo”. È la prima lacrimazione di sangue di un’immagine mariana debitamente documentata nella storia della Chiesa universale: secondo la tradizione, il 2 giugno 1511, una pastorella del paese fissando il quadro vide il volto della Madonna mutare fino a lacrimare sangue. L’immagine miracolosa della Madonna è tutt’oggi custodita nel Santuario, insieme al polittico cinquecentesco attribuito alla bottega dei Vivarini e diverse tavolette votive dedicate alla Madonna stessa, segni tangibili della fede popolare che hanno reso il Santuario di Ponte Nossa una delle mete più importanti nella bergamasca dei pellegrinaggi mariani.

Tuttavia, ciò che cattura maggiormente l’attenzione è sicuramente il lungo coccodrillo imbalsamato posto sopra l’ingresso di destra: tradizione vuole che il grande rettile sia stato il dono di un commerciante alla fine del XVI secolo.

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Tappa 2

Da Gromo a Valbondione, si raggiunge la testata della Valle Seriana, in un percorso di 26 km per il quinto giorno. Da non perdere lungo il cammino Gromo, che grazie all’antico centro storico e al suo contesto paesaggistico è stato insignito del titolo di “borgo più bello d’Italia”: si possono ammirare le bellezze sparse per le vie del borgo e la chiesa parrocchiale custodisce numerose opere d’arte di prestigio. Troverete ospitalità presso la casa parrocchiale di Lizzola.

Il sesto giorno, dopo aver raggiunto il punto più alto dell’Alta Via delle Grazie, la Chiesetta della Madonna Pellegrina al passo Manina, comincia la discesa. Tappa ad Ardesio, dove il Santuario della Madonna delle Grazie rappresenta uno dei punti più noti dell’intero cammino. Ad Ardesio c’è la Casa del Pellegrino, dove potersi riposare.

Da Ardesio a Castione della Presolana, il settimo giorno per un percorso di 26 km. A Clusone farete tappa al Santuario alla Beata Vergine Addolorata del Paradiso, situato in pieno centro cittadino e alla Basilica Santa Maria Assunta. Da non perdere assolutamente l’Oratorio dei Disciplini, dove potrete ammirare la Danza Macabra. Sulla strada che collega Clusone a Rovetta giungerete al Santuario della Madonna di Sommaprada. L’arrivo è previsto a Castione della Presolana, un borgo medievale con il centro storico caratterizzato da ricchezze artistiche.

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Da Gromo a Valbondione, si raggiunge la testata della Valle Seriana, in un percorso di 26 km per il quinto giorno. Da non perdere lungo il cammino Gromo, che grazie all’antico centro storico e al suo contesto paesaggistico è stato insignito del titolo di “borgo più bello d’Italia”: si possono ammirare le bellezze sparse per le vie del borgo e la chiesa parrocchiale custodisce numerose opere d’arte di prestigio. Troverete ospitalità presso la casa parrocchiale di Lizzola.

Il sesto giorno, dopo aver raggiunto il punto più alto dell’Alta Via delle Grazie, la Chiesetta della Madonna Pellegrina al passo Manina, comincia la discesa. Tappa ad Ardesio, dove il Santuario della Madonna delle Grazie rappresenta uno dei punti più noti dell’intero cammino. Ad Ardesio c’è la Casa del Pellegrino, dove potersi riposare.

Da Ardesio a Castione della Presolana, il settimo giorno per un percorso di 26 km. A Clusone farete tappa al Santuario alla Beata Vergine Addolorata del Paradiso, situato in pieno centro cittadino e alla Basilica Santa Maria Assunta. Da non perdere assolutamente l’Oratorio dei Disciplini, dove potrete ammirare la Danza Macabra. Sulla strada che collega Clusone a Rovetta giungerete al Santuario della Madonna di Sommaprada. L’arrivo è previsto a Castione della Presolana, un borgo medievale con il centro storico caratterizzato da ricchezze artistiche.

6Chiesetta della Madonna Pellegrina

Situata nel punto più alto del Cammino dell’Alta Via delle Grazie, la Chiesetta della Madonna Pellegrina si trova a 1796 m sul Passo della Manina, linea di confine tra la Val Seriana e la Val di Scalve.

Edificata nel dopoguerra, tra il 1948 e il 1949, la cappella è caratterizzata da due altari identici e speculari, uno rivolto verso l’abitato di Lizzola e l’altro verso quello di Vilminore. La Chiesetta è stata costruita in suffragio del passaggio della Madonna Pellegrina (in transito verso Lizzola), che è stata scelta come protettrice dei pellegrini del Cammino dell’Alta Via delle Grazie.

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7Santuario della Madonna delle Grazie

La chiesa, posta nel centro di Ardesio, è stata costruita per ricordare il miracolo avvenuto il 23 giugno 1607 quando la Vergine apparve a due bambine.

Il prodigio si rinnovò ed ebbe inizio un processo canonico: nel luogo dell’apparizione gli abitanti di Ardesio costruirono quindi una chiesa.

Alla primitiva chiesetta furono apportati abbellimenti e rifacimenti fino all'attuale splendido santuario, al quale giungono in preghiera pellegrini anche dalle altre province.

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8Chiesa della Beata Vergine del Paradiso

Nel centro storico di Clusone, si trova la Chiesa del Paradiso.

Costruita come estensione di un monastero nel XIII secolo, deve il suo aspetto odierno a diversi interventi strutturali e decorativi tra Settecento e Novecento.

Situato in Piazza Paradiso, conserva al suo interno pregevoli opere d’arte.  

La facciata spoglia e austera cela, infatti, un interno ricco di dipinti, cappelle e opere suggestive. Di notevole bellezza c’è sicuramente l’affresco quattrocentesco raffigurante la Madonna Addolorata, particolare e devotissima rappresentazione del dolore mariano, e numerose le opere di scultori, cesellatori, intagliatori e pittori clusonesi, tra cui Carpinoni, Cifrondi, Galizzi e Brighenti. Il novecentesco Altare della Visitazione, opera di Virginio Muzio, con la ripresa di elementi di Fantoni è uno degli elementi artistici di maggior nota.

La facciata è realizzata in sasso locale e, per tradizione, si sostiene che queste pietre provenissero da alcuni fortini, rifugio di guelfi e ghibellini.

 

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9Basilica Santa Maria Assunta

La Basilica dedicata a Santa Maria Assunta e a San Giovanni Battista è il principale luogo di culto di Clusone e stata edificata tra il 1688 e il 1698 su disegno dell’architetto della Fabbrica del Duomo di Milano, Giovan Battista Quadrio.

Venne solennemente consacrata nel 1711 e nel 1961 venne insignita del titolo di basilica Minore da Papa Giovanni XXIII.

Quando si entra nella Basilica si è davanti a uno scrigno di tesori di rara bellezza e composizione armoniosa di stili diversi, in cui ogni elemento decorativo si inserisce alla perfezione nell’insieme dello stile barocco: altari marmorei, stucchi dorati, suntuosi paramenti sacri e tele dei più importanti artisti della tradizione lombardo-veneta. Di rinomata bellezza le statue poste ai lati delle pale degli altari, il maestoso Altare maggiore e il gruppo ligneo fantoniano del Crocefisso.

La facciata della chiesa è leggermente a salienti ed è priva di particolari decorazioni: in alto, al centro vi è un finestrone rettangolare.

C’è anche un museo visitabile nei giorni festivi e prefestivi, ad ingresso gratuito.

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10Oratorio dei Disciplini (Danza Macabra)

Situato a Clusone, posto di fronte alla Basilica di Santa Maria Assunta, l’Oratorio dei Disciplini è un edificio medievale del XIV secolo, voluto dalla confraternita dei Disciplini di Bergamo come sede del proprio ordine.

La struttura si presenta come una struttura semplice ma possiede numerosi affreschi di grande valore: l’affresco più importante è quello del pittore clusonese Giacomo Borlone de Buschis, suddiviso in 5 parti, che rappresenta una sintesi, unica in Europa, dei temi della morte alla fine del Medioevo. Possiamo trovare il Trionfo della Morte e la Danza Macabra nella parte esterna e la Vita di Gesù con la Crocifissione nella parte esterna.

Nel Trionfo della Morte, essa è rappresentata iconograficamente come regnante a cui tutti si sottomettono la Morte di tutti gli uomini, mentre nella fascia sottostante dell’affresco ogni personaggio in vita, con un’espressione impaurita e disperata incontra il proprio scheletro e il tutto è rappresentato con una sfilata di coppie in cui lo scheletro (il morto), è il doppio del vivo: si tratta della famosa “Danza Macabra” un tema diffuso nel nord Europa.

Il medioevo era un’epoca di pestilenze e insicurezza ma anche di arte e gusto per il bello! Un’epoca in cui si comunicava al popolo attraverso le immagini, molto più dirette degli scritti e soprattutto comprensibili anche dai moltissimi analfabeti presenti al tempo. Per questi motivi, i Disciplini di Clusone decisero di commissionare la Danza macabra, un magnifico ciclo di affreschi.

Ma chi erano i disciplini?  Si trattava di una confraternita che si occupava di opere caritatevoli verso gli strati più bisognosi della società e che seguivano una vita rigidamente regolamentata da preghiera e penitenza, praticando abitualmente l'autoflagellazione. I confratelli erano talmente preoccupati per la salvezza della propria anima e per la salvezza dell’anima altrui che decisero di ritrarre proprio la Morte trionfante, rappresentata come uno scheletro, impassibile di fronte alla ricchezza e alla potenza di re, cavalieri e papi: tutti sono sottomessi a lei, tutti sono spinti a vivere una vita retta in previsione della salvezza eterna.
 
Tutti rimangono incantati dalla bellezza di quest’opera che da più di cinquecento anni decora i muri di questo centro religioso e che di recente è stata restaurata e portata al suo antico splendore.

È visitabile il sabato e la domenica dalle 10:00 alle 18:00, ma si consiglia di verificare gli orari di apertura sui sito web prima della visita.

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11Santuario di Sommaprada

Il Santuario di Sommaprada si trova sulla strada che collega Clusone a Rovetta, in località Conca Verde, in una zona dominata da prati e piante a ridosso di una ripa. Detto anche Santuario della Madonna dei Viandanti, fu eretto nel 1544, a seguito del miracolo del 2 luglio 1533, quando la cappelletta presente in quel luogo con l’effige della Madonna si illuminò improvvisamente in soccorso ad un gruppo di boscaioli assaliti dai briganti.

Alle pareti è possibile scorgere alcuni doni dei pellegrini alla Madonna. Sulla facciata esterna è esposto un affresco del 1921, che riproduce l’immagine della Vergine di Sommaprada e, sullo sfondo, Rovetta, mentre all’interno del Santuario è custodito un affresco di fine quattrocento con l’immagine della Madonna che tiene tra le braccia il Bambino.

Il 2 luglio si festeggia la Festa dell’Apparizione.

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Tappa 3

L’ottavo giorno la tappa vi porterà da Castione a Sovere, lungo un percorso di 25 km. A Dorga, frazione di Castione, potrete visitare il Santuario della Madonna delle Grazie di Lantana e sulla strada tra Cerete e Songavazzo vi imbatterete nel Santuario della Natività della Beata Vergine Maria nella frazione Novezio. Durante questo cammino potrete ammirare il meraviglioso paesaggio naturale della Val di Tede e il centro storico di Songavazzo, caratterizzato da case rurali e padronali in perfetto stile orobico. L’arrivo è previsto a Sovere dove potrete riposare nel Convento dei frati cappuccini.

Da Sovere partirete alla volta di Monte Isola. Lungo il percorso potrete visitare la Basilica di Santa Maria a Valvendra nel bellissimo borgo di Lovere e a Monte Isola farete tappa al Santuario della Madonna della Ceriola. Ritorno a Sovere.

25 km di percorso da Sovere a Gandino per il decimo giorno di cammino. A Sovere, c’è il Santuario della Beata vergine della Torre, bellissimo e antico. Il Santuario della Madonna d’Erbia è tappa dell’Alta Via delle Grazie a Casnigo. L’arrivo è a Gandino, dove c’è la Basilica di Santa Maria Assunta e troverete ospitalità presso la casa delle Suore Orsoline.

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L’ottavo giorno la tappa vi porterà da Castione a Sovere, lungo un percorso di 25 km. A Dorga, frazione di Castione, potrete visitare il Santuario della Madonna delle Grazie di Lantana e sulla strada tra Cerete e Songavazzo vi imbatterete nel Santuario della Natività della Beata Vergine Maria nella frazione Novezio. Durante questo cammino potrete ammirare il meraviglioso paesaggio naturale della Val di Tede e il centro storico di Songavazzo, caratterizzato da case rurali e padronali in perfetto stile orobico. L’arrivo è previsto a Sovere dove potrete riposare nel Convento dei frati cappuccini.

Da Sovere partirete alla volta di Monte Isola. Lungo il percorso potrete visitare la Basilica di Santa Maria a Valvendra nel bellissimo borgo di Lovere e a Monte Isola farete tappa al Santuario della Madonna della Ceriola. Ritorno a Sovere.

25 km di percorso da Sovere a Gandino per il decimo giorno di cammino. A Sovere, c’è il Santuario della Beata vergine della Torre, bellissimo e antico. Il Santuario della Madonna d’Erbia è tappa dell’Alta Via delle Grazie a Casnigo. L’arrivo è a Gandino, dove c’è la Basilica di Santa Maria Assunta e troverete ospitalità presso la casa delle Suore Orsoline.

12Santuario della Madonna delle Grazie di Lantana

Situato nella frazione di Lantana, a Castione della Presolana, il Santuario di Lantana sorge sull’area di un vecchio oratorio dedicato a San Silvestro Papa, la cui immagine è scolpita in pietra su una lastra che si può ammirare sulla porta di ingresso e in uno dei quadri del presbiterio.

Nel corso dei secoli la struttura è stata danneggiata più volte e quella che possiamo visitare oggi è il risultato dell’ultima ricostruzione del 1909.

All’interno sono conservati due affreschi (oggi riportati su tela) del XV secolo: l’affresco della Madonna in trono con Bambino, Cristo Crocefisso e Sant’Antonio Abate e l’immagine venerata della Beata vergine in trono con il Bambino benedicente.

Il Santuario di Lantana è meta di pellegrinaggio, sito di devozione alla Beata Vergine Maria, omaggio ai suoi miracoli tramandati oralmente e documentati dai numerosi doni portati dai credenti.

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13Santuario della Natività della Beata Vergine Maria

A ridosso della Valle di Trinale, sulla strada provinciale Cerete-Songavazzo, nella frazione di Novezio si trova il Santuario della Natività della Beata Vergine Maria e fa parte della Parrocchia dei S.S. Filippo e Giacomo di Cerete Alto.

Una piccola ed affascinante costruzione, un’importante testimonianza di fede e arte, dove si possono ammirare numerose opere d’arte: la volta affrescata da Brighenti nel 1883, due tele di Cifrondi datate 1710 e nell’ancona una tela di Pietro Ronzelli di Stezzano del 1593.

Nel 1857 ci fu un furioso incendio che devastò l’intera struttura: non è possibile accertare le origini del santuario e i motivi che ne hanno motivato la costruzione perché a causa dell’incendio tutto la documentazione relativa alla chiesa andò distrutta.

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14Basilica di Santa Maria in Valvendra

Rimarrai stupito dall’imponenza di questo edificio, per la cui costruzione venne addirittura deviato il corso del torrente ValVendra, da cui la Basilica prende il nome.

A nord di Lovere, voluta nel Rinascimento dalle famiglie del Borgo come testimonianza tangibile della loro ricchezza, accumulata con il celebre panno locale.

Se ami metterti alla prova, cerca di distinguere le influenze artistiche tardogotiche da quelle rinascimentali di stampo lombardo-veneto presenti nella Basilica! Vuoi qualche aiuto? Osserva attentamente la volta a cassettoni della navata centrale, l’abside poligonale, chiusa da un prezioso coro ligneo intarsiato, l’altare maggiore, gli affreschi delle pareti e le nove cappelle laterali: anche se non indovini gli stili, avrai almeno ammirato le meraviglie di questa Basilica!

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15Santuario della Madonna della Ceriola

Situato a Monte Isola, l’isola lacustre più grande al centro del Lago d’Iseo. Si trova nel punto più elevato del lago e da lì si può ammirare un ampio panorama sul lago e sulle montagne che lo circondano.

Il Santuario della Madonna della Ceriola è stato il primo edificio di culto alla Madonna ad essere costruito nella zona del lago d’Iseo, infatti, le sue origini risalgono alla metà del V secolo.

Il nome “Madonna della Ceriola”, probabilmente deriva dal cerro, l’essenza legnosa utilizzata per costruire la statua lignea del XII secolo, rappresentante la Vergine in trono con in braccio il Bambino, venerata all’interno del Santuario.

All’interno del santuario numerosi affreschi e dipinti e ex-voto, i doni dei fedeli che ricordano le grazie attribuite alla Madonna.

Ogni seconda domenica di luglio c’è la festa della “Madonna del Colera”, in ringraziamento per la protezione accordata agli abitanti dell’isola contro un’epidemia di colera del 1836.

Oggi il Santuario è il simbolo dell’unità civile di tutti i cittadini dell’unico comune di Monte Isola, che porta nel suo stemma proprio la figura del Santuario della Madonna della Ceriola.

Come arrivare è semplice. Il Santuario è servito da una mulattiera acciottolata che lo collega alla località Cure, ed il sabato, la domenica e i festivi è attivo un servizio bus che parte nei pressi del pontile di Peschiera Maraglio e ferma in località Cure.

Sempre da Peschiera Maraglio parte il sentiero che porta al Santuario e lungo il percorso sono presenti 15 cappelle che celebrano i misteri del rosario, realizzate nella seconda metà del Novecento.

Durante le funzioni religiose, le visite sono sospese.

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16Santuario della Madonna della Torre

Il Santuario della Madonna della Torre è considerato uno dei più antichi, oltre che più belli, della diocesi di Bergamo.

Si racconta che la sua origine sia dovuta all'imperatore Carlo Magno, nell'anno 801. L'interno a tre navate è un'autentica pinacoteca, ricca di bellissimi dipinti, alcuni dei quali di assoluto valore.

L'altare maggiore, in marmo policromo, modellato e decorato a intarsio da Fantoni, è sormontato al centro dalla piccola tribuna con l'affresco che ritrae la Madonna.

I numerosi ex voto, molti dei quali tappezzavano le pareti della cappella dell'Angelo, sulla strada per il Santuario, comprovano la fiducia che da secoli i fedeli locali ripongono nella loro Madonna.

La stessa fiducia che ha ispirato la più antica preghiera mariana, ancor oggi tra le più belle e in singolare sintonia con le attese di quanti accorrono al Santuario della Madonna della Torre: "Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio; non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta".

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17Santuario della Madonna d'Erbia

Situato a Casnigo, sul monte dell’Erbia, il santuario è testimonianza della forte devozione alla Vergine Maria.

Ci sono molte leggende riguardanti l’origine di questo santuario. Secondo una delle tante leggende, un’immagine molto venerata, raffigurante la Madonna del Presepe era dipinta sul muro all’interno della cascina di un contadino del luogo e i numerosi pellegrini che giungevano per venerare l’immagine calpestavano l’erba dei campi circostanti e, così una sera, il contadino infastidito sfregiò a colpi di zappa il dipinto che, però, durante la notte ricomparì.

Tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento venne eretta una piccola chiesa, benedetta nel 1813. Nel Santuario venne incorporato il muro della cascina riportante l’immagine venerata.

L’interno della chiesa è in stile barocco a croce latina e custodisce numerose opere d’arte. In una teca in vetro è esposta e conservata l’ultima veste talare indossata dal Santo Papa Giovanni Paolo II.

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18Basilica di Santa Maria Assunta

Nel cuore del centro storico di Gandino, in via Emancipazione, la Basilica di Santa Maria Assunta è uno dei monumenti architettonici più importanti della bergamasca.

Costruita nel XV secolo per far fronte alle esigenze della popolazione in costante crescita, venne ristrutturata nei primi anni del XVII secolo. La basilica venne consacrata nel 1654 e intitolata a Santa Maria Assunta.

L’esterno è un gioco di volumi finiti con ceppo locale ed evidenziati nella loro forma geometrica da lesene e bordi di pietra. Maestosi sono il grande tiburio lombardo e l’alto campanile esagonale con cupola a cipolla.

L’interno racchiude in sé elementi di area veneta, di area mitteleuropea (ne è un esempio la cupola a cipolla del campanile) e di area lombarda. Sono numerose le opere d’arte custodite nella Basilica, ad esempio qui è conservato il più importante ciclo pittorico a carattere religioso di Giacomo Ceruti, costituito da 40 tele ed affreschi.

Adiacente alla Basilica, c’è il museo che raccoglie numerose opere d’arte ed oggetti sacri, legati alla storia dell’edificio.

 

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Tappa 4

L’undicesimo giorno andrete da Gandino a Fiobbio. In Vall’Alta, in una posizione panoramica e circondato dai boschi troverete il Santuario alla Beata Vergine del Monte Altino e, andando verso Fiobbio, a Cenate Sopra giungerete alla Chiesa di Santa Maria del Misma, eremo sulla costa della montagna. Adiacenti alla chiesa vi sono due ostelli dove potrete riposare.

Gli ultimi 27 km dell’intero cammino dell’Alta Via delle Grazie vi porteranno a Bergamo. Lungo il percorso da Fiobbio a Bergamo, giungerete a Desenzano d’Albino, dove potrete visitare il Santuario della Madonna del Miracolo della Gamba, importante simbolo del paese e ad Albino c’è il Santuario della Madonna del Pianto, affacciato sul crocevia cittadino. A Nembro farete tappa al Santuario della Vergine Maria Madre della Misericordia, o dello Zuccarello e ad Alzano Lombardo potrete visitare la Basilica di San Martino Vescovo. A Bergamo, in Borgo S. Caterina, c’è il Santuario della Beata Vergine Addolorata e, infine giungerete alla massima espressione di fede della città e arrivo finale dell’intero Cammino dell’Alta Via delle Grazie, la Basilica di Santa Maria Maggiore in Città Alta.

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L’undicesimo giorno andrete da Gandino a Fiobbio. In Vall’Alta, in una posizione panoramica e circondato dai boschi troverete il Santuario alla Beata Vergine del Monte Altino e, andando verso Fiobbio, a Cenate Sopra giungerete alla Chiesa di Santa Maria del Misma, eremo sulla costa della montagna. Adiacenti alla chiesa vi sono due ostelli dove potrete riposare.

Gli ultimi 27 km dell’intero cammino dell’Alta Via delle Grazie vi porteranno a Bergamo. Lungo il percorso da Fiobbio a Bergamo, giungerete a Desenzano d’Albino, dove potrete visitare il Santuario della Madonna del Miracolo della Gamba, importante simbolo del paese e ad Albino c’è il Santuario della Madonna del Pianto, affacciato sul crocevia cittadino. A Nembro farete tappa al Santuario della Vergine Maria Madre della Misericordia, o dello Zuccarello e ad Alzano Lombardo potrete visitare la Basilica di San Martino Vescovo. A Bergamo, in Borgo S. Caterina, c’è il Santuario della Beata Vergine Addolorata e, infine giungerete alla massima espressione di fede della città e arrivo finale dell’intero Cammino dell’Alta Via delle Grazie, la Basilica di Santa Maria Maggiore in Città Alta.

19Santuario della Madonna di Altino

Situato a 850 mt sul Monte Altino e posto su un crocevia di valli (la Val Cavallina a est, la Val Gandino e la Valle Rossa a nord, la Val Seriana a ovest e la Valle del Lujo a sud) si trova il Santuario della Beata Vergine del Monte Altino.

Le origini del Santuario di Altino risalgono all’apparizione della Madonna avvenuta il 23 luglio 1496, in una giornata torrida, durante la quale un abitante della Vall’Alta pregò la Madonna per avere dell’acqua, e dopo l’apparizione della Beata Vergine uno zampillo d’acqua sgorgò come una sorgente dalla roccia.  

Sul retro del Santuario si trova una piccola fontana in cui viene convogliata l’acqua della fonte che può essere attinta dai pellegrini come dono di Maria.

Il 23 luglio si festeggia l’“Apparizione”.

La Madonna di Altino ha una sua speciale preghiera.

Numerose le opere d’arte conservate in questo Santuario: su tutti, bisogna ricordare alcuni affreschi attribuiti a Cristoforo Baschenis.

Il Santuario è immerso nel verde, circondato da boschi e l’ambiente intorno è accogliente, in posizione panoramica.

È aperto dal lunedì dell’Angelo (dopo Pasqua) all’Immacolata (8 dicembre)

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20Chiesa di Santa Maria Assunta di Misma

Situata sul versante meridionale del monte Misma, nel territorio comunale di Cenate Sopra, la Chiesa di Santa Maria Assunta di Misma è un affascinante luogo sacro costruito intorno all’anno Mille.

Un gioiello romanico a cavallo tra la Valle Seriana e la Val Cavallina, raggiungibile solo a piedi seguendo le indicazioni rosse e bianche del sentiero 607 tracciato dal Club Alpino italiano.

L’architettura romanica della chiesetta è molto semplice. C’è un piccolo campanile accanto a un unico ambiente rettangolare, che al suo esterno ha un porticato, costruito sulla facciata laterale.

L’interno della chiesa è caratterizzato da tre arcate con piccole absidi semicircolari che lo suddividono in quattro campate, l’ultima delle quali racchiude l’altare situato in posizione centrale.

Adiacenti alla chiesa vi sono due ostelli, dove si può soggiornare per una notte.

È visitabile nei giorni festivi, ad ingresso libero.

È possibile prenotare visite per gruppi numerosi.

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21Santuario Madonna del Miracolo

A Desenzano al Serio, frazione di Albino, si trova il Santuario della Beata Vergine del Miracolo della Gamba, un luogo di culto cattolico risalente al XVIII secolo.

Costruito per onorare il miracolo del 1440, compiuto sulla giovane Venturina Bonelli, una ragazzina con una grave infezione alla gamba, guarita a seguito dell’Apparizione della Madonna. Il Santuario è stato edificato sopra una piccola chiesa preesistente (prima fu l’abitazione casa della giovane Venturina).

La chiesa, a pianta rettangolare, è accessibile dal grande sagrato. All’esterno il campanile, costruito a fine Ottocento, sulla cui cima è posto un angelo in rame dorato di 3,5 mt.

L’interno della chiesa è ad unica navata e, sotto l’altare, si può ammirare il gruppo scultoreo che rammenta il Miracolo della Gamba, opera di Andrea Fantoni. Lungo le pareti alcuni quadri che rappresentano l’apparizione e gli ex voto, testimonianza dei doni offerti alla Madonna dai pellegrini giunti sempre numerosi.

Bellissimi gli affreschi che caratterizzano il soffitto e la cupola sopra l’altare.

Il 9 ottobre ricorre la festa del Santuario, durante la quale viene organizzata una fiera nelle vie adiacenti l’edificio.

È aperto tutto l’anno.

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22Santuario della Madonna del Pianto

Situato all’ingresso di Albino, sul margine della strada per Clusone. La sua origine non risale ad un’apparizione, ma ad un miracolo avvenuto davanti alla statua dell’Addolorata, venerata in una cappella della chiesa.

Il Santuario è opera dell’architetto Antonio Piccinelli ed è dato dall’unificazione di due edifici sacri preesistenti, la chiesa dell’Invenzione della Santa Croce (ante XI secolo) e un sacello dedicato della Madonna del XVI secolo.

La chiesa ha una struttura a croce latina. Al suo interno si possono trovare dipinti di Moroni, Salmeggia e Zucco, numerosi ex voto e la cappella della Beata Vergine del Pianto.

Il Santuario è meta di numerosi pellegrinaggi.

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23Santuario della Madonna dello Zuccarello

Situato a Nembro e disposto sulla collina, dall’esterno si può godere di una vista molto bella sull’intera vallata. Si può raggiungere con una camminata non troppo impegnativa e lungo la mulattiera che sale alla chiesa vi sono le tribuline dei Misteri del Rosario.

Il Santuario della Madonna dello Zuccarello è stato fondato nel 1374 per volontà del nobile Bernardo Vitalba e rimase proprietà della famiglia Vitalba fino alla metà dell’Ottocento.

In origine fu costruita una semplice cappella addossata alle pareti della dimora nobiliare e il primo ampliamento fu fatto intorno al XVI secolo e l’ultimo risale ai primi decenni del XX secolo.

La facciata esterna presenta un ampio portico con tre arcate a sesto acuto e la chiesa al suo interno è ad una sola navata, suddivisa in tre campate.

Numerose le opere d’arte conservate nel Santuario: numerosi affreschi, come la Natività di Enea Salmeggia, le figure di San Donato e San Francesco di Francesco Cavagna e sull’altare maggiore l’affresco denominato Madonna Addolorata, la Pietà di cui non si conosce il nome dell’autore ma si sa solamente che fu di origini bergamasche.

Nel 2004 si è concluso il restauro del complesso che sorge intorno al Santuario della Madonna dello Zuccarello, dove l’8 agosto si festeggia la festa patronale.

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24Basilica di San Martino Vescovo

Situata nel centro storico di Alzano Lombardo, poco fuori Bergamo verso la Valle Serina, la Basilica di San Martino è stata insignita del titolo di basilica minore nel 1922 da papa Pio XI.

Le prime notizie che riguardano la basilica risalgono all’anno 1023, quando la chiesa aveva dimensioni molto ridotte e la struttura attuale risale al XVII secolo.

Un edificio a tre navate a cinque campate ciascuna e la navata centrale è la più alta e ampia.

Ci sono otto cappelle, ognuna dedicata a un santo o un sacramento. In ogni cappella vi sono sculture, intarsi e dipinti.

Si possono ammirare importanti cicli pittorici tra cui Agar di Giovanni Carnovali.

Oltre alla Basilica di San Martino, si può visitare il Museo d’arte sacra San Martino, collocato nella struttura denominata Il Palazzo. Il museo ripercorre in 14 sale i periodi storici di nascita e di sviluppo della Basilica.

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25Santuario della Beata Vergine Addolorata

Il Santuario della Beata Vergine Addolorata si trova in Borgo Santa Caterina nella parte bassa della città di Bergamo.

La storia della chiesa è legata allo straordinario evento dell’apparizione di una stella che illuminò l’affresco della Madonna Addolorata posto sulla faccia di un’abitazione, dove successivamente fu costruito il Santuario.

I lavori per la realizzazione del Santuario finirono nel 1605 e l’anno successivo venne realizzato il gruppo ligneo dell’Addolorata, copia esatta dell’affresco, che viene tutt’oggi portato in processione per le strade del borgo il 18 agosto, giorno che rievoca il miracoloso evento dell’Apparizione.

All’esterno della chiesa troviamo l’ampio sagrato e l’edificio è a croce greca.

Sull’altare maggiore si può ammirare l’affresco del miracolo. Numerose le sculture e bassorilievi di vario pregio presenti nel santuario: ad esempio, sono custodite dodici statue raffiguranti dodici santi, opera di Antonio Rota.

 

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26Basilica S.Maria Maggiore

Esiste un legame profondo e antico tra la città e la Basilica di Santa Maria Maggiore, che deriva probabilmente dalle singolari condizioni della sua edificazione.

Nei primi anni del 1100, una terribile epidemia di peste dilaga in Europa provocando morti e desolazione. Gli abitanti di Bergamo decidono allora di chiedere aiuto alla Madonna: se li proteggerà dal contagio le dedicheranno una chiesa come ringraziamento. E siccome i bergamaschi sono persone di parola, nel 1137 danno seguito al voto e sulla Piazza del Duomo in Città Alta costruiscono la Basilica di Santa Maria Maggiore.

Fanno le cose in grande: la chiesa rivela fin da subito il suo splendore e viene ulteriormente abbellita nei secoli successivi. Affreschi, stucchi, arazzi e tarsie lignee realizzate su disegno del famosissimo artista Lorenzo Lotto decorano oggi l’interno dell’edificio. 

Dentro Santa Maria Maggiore è custodito inoltre il monumento funebre a Gaetano Donizetti, famosissimo compositore, simbolo e portavoce di Bergamo nel mondo.

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