Il Liberty in Città Alta e sui colli

Descrizione

Chi l’avrebbe detto che Città Alta, il cuore della Bergamo medievale, nascondesse degli angoli Liberty? Non mancano infatti interessanti novità introdotte nel periodo, prime fra tutte le funicolari! L’itinerario ti permette di osservare il centro storico con occhi diversi e, uscendo dalla cinta muraria, di passeggiare attraverso le tranquille vie che portano verso il Parco dei Colli. Qui si è conservato un armonioso equilibrio tra ville, palazzi, natura e spazi verdi. Il contesto perfetto per le eleganti facciate Liberty, con affreschi e sculture che mimano le forme della natura.


La Città Alta non è solo lo scrigno di bellissimi monumenti e palazzi, ma un luogo vivo che si adatta nel tempo alle abitudini e necessità dei suoi abitanti. Anche qui negli anni a cavallo tra il XIX e il XX secolo si assisteva all’apertura del viale delle Mura, alla progettazione delle due funicolari, alla costruzione di servizi pubblici quali i lavatoi e allo sviluppo di quartieri residenziali nella zona dei colli. Senza dimenticare l’attenzione ai monumenti antichi: la sistemazione del battistero in Piazza Duomo o la realizzazione della cancellata della Cappella Colleoni, alle quali lavorò Virginio Muzio, lo stesso autore di alcuni tra i più begli edifici Liberty di Bergamo (Casa Paleni, Ristorante Belvedere e Villa Muzio).


Verso i colli nasceva invece una nuova zona residenziale e nel 1912 veniva inaugurata la seconda funicolare che permette ancora oggi di raggiungere S. Vigilio, punto più alto di Bergamo. Seguendo le vie Sudorno e Torni si raggiungono alcuni esempi Liberty in cui l’architettura dialoga con la natura circostante. Motivi ispirati alle forme di fiori e foglie, affreschi raffinati ed eleganti si inseriscono in un’atmosfera di armonia e tranquillità, conservata fino ad oggi grazie all’istituzione, nel 1977, del Parco dei Colli che ha regolato la possibilità di costruzione nella zona.


Al di là del Liberty, i mille volti di Bergamo. Magnifici palazzi, chiese e monumenti di altre epoche e stili si incontrano percorrendo questo itinerario. Per saperne di più: “Le Vie della Storia” e “Le Vie del Verde”.

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Chi l’avrebbe detto che Città Alta, il cuore della Bergamo medievale, nascondesse degli angoli Liberty? Non mancano infatti interessanti novità introdotte nel periodo, prime fra tutte le funicolari! L’itinerario ti permette di osservare il centro storico con occhi diversi e, uscendo dalla cinta muraria, di passeggiare attraverso le tranquille vie che portano verso il Parco dei Colli. Qui si è conservato un armonioso equilibrio tra ville, palazzi, natura e spazi verdi. Il contesto perfetto per le eleganti facciate Liberty, con affreschi e sculture che mimano le forme della natura.


La Città Alta non è solo lo scrigno di bellissimi monumenti e palazzi, ma un luogo vivo che si adatta nel tempo alle abitudini e necessità dei suoi abitanti. Anche qui negli anni a cavallo tra il XIX e il XX secolo si assisteva all’apertura del viale delle Mura, alla progettazione delle due funicolari, alla costruzione di servizi pubblici quali i lavatoi e allo sviluppo di quartieri residenziali nella zona dei colli. Senza dimenticare l’attenzione ai monumenti antichi: la sistemazione del battistero in Piazza Duomo o la realizzazione della cancellata della Cappella Colleoni, alle quali lavorò Virginio Muzio, lo stesso autore di alcuni tra i più begli edifici Liberty di Bergamo (Casa Paleni, Ristorante Belvedere e Villa Muzio).


Verso i colli nasceva invece una nuova zona residenziale e nel 1912 veniva inaugurata la seconda funicolare che permette ancora oggi di raggiungere S. Vigilio, punto più alto di Bergamo. Seguendo le vie Sudorno e Torni si raggiungono alcuni esempi Liberty in cui l’architettura dialoga con la natura circostante. Motivi ispirati alle forme di fiori e foglie, affreschi raffinati ed eleganti si inseriscono in un’atmosfera di armonia e tranquillità, conservata fino ad oggi grazie all’istituzione, nel 1977, del Parco dei Colli che ha regolato la possibilità di costruzione nella zona.


Al di là del Liberty, i mille volti di Bergamo. Magnifici palazzi, chiese e monumenti di altre epoche e stili si incontrano percorrendo questo itinerario. Per saperne di più: “Le Vie della Storia” e “Le Vie del Verde”.

Dalla funicolare al lavatoio di via Mario Lupo. Tra medioevo e modernità.

Quando arrivi in Città Alta con la funicolare soffermati ad osservare la stazione superiore, dove medioevo e modernità si incontrano. La zona da cui partono e arrivano i due treni era un tempo il cortile del palazzo di Guidino Suardi (puoi ancora vedere il suo ritratto sulla facciata esterna). L’aspetto moderno degli interni riprende elementi stilistici medievali, come per le eleganti vetrate che chiudono gli archi a sesto acuto del vecchio cortile e danno accesso al Caffè. Uscendo dalla stazione puoi percorrere un passaggio alternativo alla centrale via Gombito attraversando la piazzetta Angelini fino a raggiungere il lavatoio di via Mario Lupo (1891).

Motivi Liberty si riconoscono nelle colonne della copertura realizzata in metallo e lamiera, materiali tipici del periodo. La piazza in cui ti trovi è un piacevole angolo verde e prende il nome dall’ingegner Luigi Angelini che ne progettò l’ampliamento e aprì il passaggio appena percorso nell’ambito di un’importante riorganizzazione urbanistica (Il Piano di Risanamento di Bergamo Alta approvato dal Consiglio Superiore dei lavori Pubblici nel 1935). Puoi fermarti qui per una pausa e ammirare l’alta torre medievale detta del Gombito, che si innalza per 52 metri. 

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Quando arrivi in Città Alta con la funicolare soffermati ad osservare la stazione superiore, dove medioevo e modernità si incontrano. La zona da cui partono e arrivano i due treni era un tempo il cortile del palazzo di Guidino Suardi (puoi ancora vedere il suo ritratto sulla facciata esterna). L’aspetto moderno degli interni riprende elementi stilistici medievali, come per le eleganti vetrate che chiudono gli archi a sesto acuto del vecchio cortile e danno accesso al Caffè. Uscendo dalla stazione puoi percorrere un passaggio alternativo alla centrale via Gombito attraversando la piazzetta Angelini fino a raggiungere il lavatoio di via Mario Lupo (1891).

Motivi Liberty si riconoscono nelle colonne della copertura realizzata in metallo e lamiera, materiali tipici del periodo. La piazza in cui ti trovi è un piacevole angolo verde e prende il nome dall’ingegner Luigi Angelini che ne progettò l’ampliamento e aprì il passaggio appena percorso nell’ambito di un’importante riorganizzazione urbanistica (Il Piano di Risanamento di Bergamo Alta approvato dal Consiglio Superiore dei lavori Pubblici nel 1935). Puoi fermarti qui per una pausa e ammirare l’alta torre medievale detta del Gombito, che si innalza per 52 metri. 

1Funicolare di città

Da più di 120 anni la funicolare collega il centro di Bergamo con la Città Alta, più precisamente con piazza Mercato delle Scarpe, già sede di numerose attività commerciali. Nel 1430 questa piazza viene adibita esclusivamente alla vendita delle scarpe, mentre il palazzo che vi si affaccia e che ora ospita la stazione proprio della funicolare costituiva la sede della corporazione dei calzolai.
La funicolare di città è molto amata dai bergamaschi, che non potrebbero più farne a meno: quale altro mezzo di trasporto infatti ti permette di viaggiare nella storia attraversando le antiche mura venete che in passato difendevano Bergamo dagli attacchi nemici? Due graziose vetture salgono e scendono immerse fra giardini fioriti e scorci unici: nelle giornate di cielo sereno puoi godere di un fantastico panorama su tutta la pianura padana e scorgere addirittura gli Appenini!

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2Antico Lavatoio - Via Mario Lupo

Una lunga vasca in marmo bianco, suddivisa in diverse parti, con un’elegante copertura in ghisa e lastre di lamiera. Il Lavatoio di via Lupo in Città Alta, costruito nel 1891, rappresenta ancora oggi un modello dal punto di vista progettuale.

Dotato di un sistema di adduzione dell'acqua, di uno scarico di troppo pieno, di un processo di scarico delle acque sporche dopo il lavaggio e del canaletto di raccolta degli spruzzi d'acqua prodotti durante il lavaggio, il Lavatoio si dimostra efficiente e funzionale.

D’altra parte, all’epoca le condizioni igieniche in cui versava Bergamo erano davvero precarie: un’epidemia di colera nel 1884 aveva flagellato la città e i medici avevano segnalato la pessima qualità dell’acqua in città Alta che favoriva la diffusione del tifo, malattia altamente contagiosa e spesso mortale che si ripresentava ogni estate.

Per cercare di rimediare, il Comune di Bergamo decise allora costruire una serie di lavatoi pubblici: oltre a quello in via Lupo, ne sorsero uno in via Boccola e uno in Borgo Canale.


Il Lavatoio di via Lupo rimase in uso sino agli anni '50 e oggi viene conservato con cura come prezioso ricordo del passato.

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Da Colle Aperto a via Sudorno.

In largo Colle Aperto, accanto alla porta Sant’Alessandro, noterai una suggestiva villa circondata dagli alberi del giardino, riconoscibile dall’elegante affresco di figura femminile. Qui abitava l’architetto Virginio Muzio.

Oltrepassando la porta S. Alessandro, una passeggiata nel verde svela altre interessanti divagazioni nel Liberty. Lungo via San Vigilio splendide ville furono costruite agli inizi del Novecento, in concomitanza con la costruzione della funicolare, in funzione dal 1912.

Imboccando invece via Sudorno, sulla destra, al numero 1B trovi la Scuola Materna (1910 ca.) con bellissimi affreschi: tra i rami intrecciati degli alberi dipinti su tutta la lunghezza della facciata, sono inserite le lettere del’alfabeto e stemmi e ritratti di personaggi illustri bergamaschi. Puoi riconoscere lo stemma della famiglia Colleoni, quello dei Tasso e il volto di Gaetano Donizetti, il grande compositore nato a pochi passi da qui.

Più avanti sulla sinistra una villa (via Sudorno 6, 1920 ca.) mostra un gusto Liberty nelle cornici della facciata, nei pilastri su strada e nel cancello d’ingresso. Proseguendo la passeggiata puoi ammirare il panorama dei colli.

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In largo Colle Aperto, accanto alla porta Sant’Alessandro, noterai una suggestiva villa circondata dagli alberi del giardino, riconoscibile dall’elegante affresco di figura femminile. Qui abitava l’architetto Virginio Muzio.

Oltrepassando la porta S. Alessandro, una passeggiata nel verde svela altre interessanti divagazioni nel Liberty. Lungo via San Vigilio splendide ville furono costruite agli inizi del Novecento, in concomitanza con la costruzione della funicolare, in funzione dal 1912.

Imboccando invece via Sudorno, sulla destra, al numero 1B trovi la Scuola Materna (1910 ca.) con bellissimi affreschi: tra i rami intrecciati degli alberi dipinti su tutta la lunghezza della facciata, sono inserite le lettere del’alfabeto e stemmi e ritratti di personaggi illustri bergamaschi. Puoi riconoscere lo stemma della famiglia Colleoni, quello dei Tasso e il volto di Gaetano Donizetti, il grande compositore nato a pochi passi da qui.

Più avanti sulla sinistra una villa (via Sudorno 6, 1920 ca.) mostra un gusto Liberty nelle cornici della facciata, nei pilastri su strada e nel cancello d’ingresso. Proseguendo la passeggiata puoi ammirare il panorama dei colli.

3Villa Muzio

Virginio Muzio fu un architetto bergamasco molto attivo a fine Ottocento soprattutto nel restauro, nel completamento e nell’ampliamento di edifici religiosi in città e in provincia: la facciata della parrocchiale di Alzano Lombardo, il sagrato e il portico della parrocchiale di Clusone, i restauri della Casa dell'Arciprete e del convento di Sant'Agostino, la ricomposizione del battistero di Santa Maria Maggiore. Non solo, fu tra i primi a portare a Bergamo lo stile Liberty in edifici come la Casa Paleni e il Ristorante Belvedere.

La casa che stai ammirando era l’abitazione dell’architetto Muzio, da lui stesso progettata nel 1902 e arricchita da raffinati elementi Liberty. Il fulcro visivo di Villa Muzio non è la facciata, ma uno degli angoli che all’interno corrisponde al vano scale e all’esterno diventa elemento decorativo con la sua forma cilindrica, la copertura poligonale e la decorazione pittorica. La figura femminile affrescata accoglie gli ospiti che entrano dal cancello pedonale. Motivi floreali, in armonia con la natura circostante, sono presenti nel sottogronda, sugli archi delle finestre e sulla bella cancellata.

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Da via Sudorno a via Torni. Affreschi nel verde.

In via Sudorno ai numeri 22-24 si trova quello che era il Ristorante Belvedere (1900-1902). Il particolare edificio che puoi ancora vedere era stato riadattato da Virginio Muzio per ospitare le sale del ristorante ed è oggi divenuto abitazione privata. Il panorama che si apre sui colli e sulla pianura è incorniciato dalla bellissima cancellata ed è lo stesso scenario che gli ospiti potevano ammirare dalle due terrazze.

Quando arrivi all’incrocio con via Torni, di fronte puoi riconoscere la Casa Maffettini (ristrutturata a inizio ‘900). La famiglia ha infatti scelto di riportare il proprio monogramma, con le lettere M e L sulle cornici di tutte le finestre, dando vita ad un’elegante decorazione curvilinea.  

Prosegui con una passeggiata fino al numero 12, dove la Villa Neri, immersa nel verde, ha una bellissima facciata affrescata con eleganti figure femminili. 

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In via Sudorno ai numeri 22-24 si trova quello che era il Ristorante Belvedere (1900-1902). Il particolare edificio che puoi ancora vedere era stato riadattato da Virginio Muzio per ospitare le sale del ristorante ed è oggi divenuto abitazione privata. Il panorama che si apre sui colli e sulla pianura è incorniciato dalla bellissima cancellata ed è lo stesso scenario che gli ospiti potevano ammirare dalle due terrazze.

Quando arrivi all’incrocio con via Torni, di fronte puoi riconoscere la Casa Maffettini (ristrutturata a inizio ‘900). La famiglia ha infatti scelto di riportare il proprio monogramma, con le lettere M e L sulle cornici di tutte le finestre, dando vita ad un’elegante decorazione curvilinea.  

Prosegui con una passeggiata fino al numero 12, dove la Villa Neri, immersa nel verde, ha una bellissima facciata affrescata con eleganti figure femminili. 

4Ex Ristorante Belvedere

L’edificio che ospitava il Ristorante Belvedere e che oggi è stato riconvertito ad uso abitativo, fu progettato da Virginio Muzio. L’architetto, impegnato in numerosi interventi in città, ebbe qui la possibilità di utilizzare eleganti forme Liberty, che bene si adattavano alla funzione e al luogo di svago.

In linea con il principio di armonizzare architettura e natura, Muzio modificò un edificio preesistente e scelse una forma inusuale, che si sposa perfettamente con la destinazione d’uso e con l’ambiente circostante. Due costruzioni basse, sopra le quali realizza due terrazze congiunte dal cortile d’ingresso, anch’esso affacciato sul panorama che si apre sulle colline. L’arco in ferro battuto che accoglieva gli ospiti, con la sua leggerezza ed eleganza, è una delle più belle lavorazioni in ferro della città.

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5Villa Neri

A inizio ‘900 la famiglia Neri decise di ampliare e ristrutturare la villa, cogliendo l’occasione per arricchirla con raffinate decorazioni Liberty.

La villa è circondata da un giardino e immersa nell’atmosfera tranquilla delle vie che dalla città portano verso i colli e la Valle di Astino. La facciata a filo della strada è stata impreziosita da bellissimi affreschi.

Le eleganti figure femminili ricordano quelle dei quadri preraffaelliti e dei cartelloni pubblicitari dell’epoca. Furono probabilmente dipinte dall’artista bergamasco Achille Filippini Fantoni. Completano la decorazione motivi floreali, dipinti sempre ad affresco, che mimano la vegetazione circostante.

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