Le vie del tempo • • Visit Bergamo

Le vie del tempo

Descrizione

I borghi si distendono da Città Alta al piano: Pignolo, nella direzione di Venezia, è riservato e ricco di palazzi nobiliari; S. Leonardo, lungo Via S. Alessandro, conduceva alle vie per Milano ed è caratterizzato da un'intensa attivita' commerciale. Li uniscono Via XX settembre, il Sentierone e Via Tasso, le vie dello shopping cittadino. L'itinerario comprende l'Accademia Carrara e un tratto panoramico delle Mura veneziane.


Piazzale degli Alpini/Urban Center - Teatro Donizetti

Viale Papa Giovanni è sorto nella seconda metà dell’Ottocento con il nome di Viale Roma per collegare Porta Nuova alla Stazione. Amplissimo per l’epoca, costituisce la spina dorsale su cui si è sviluppata la città novecentesca.

La sua splendida prospettiva verso Città Alta è ingentilita dalla fitta piantumazione di ippocastani, che ombreggiano il tracciato. Le numerose attività commerciali che si aprono sul viale rendono il passeggio assai gradevole.

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Viale Papa Giovanni è sorto nella seconda metà dell’Ottocento con il nome di Viale Roma per collegare Porta Nuova alla Stazione. Amplissimo per l’epoca, costituisce la spina dorsale su cui si è sviluppata la città novecentesca.

La sua splendida prospettiva verso Città Alta è ingentilita dalla fitta piantumazione di ippocastani, che ombreggiano il tracciato. Le numerose attività commerciali che si aprono sul viale rendono il passeggio assai gradevole.

1Sentierone e centro Piacentiniano

Il centro della Bergamo contemporanea è il luogo ideale per passeggiare all’insegna dello shopping, del divertimento, dell’arte e della storia!

Questo magnifico tratto di strada secolare è l’elegante Centro Piacentiniano, un incredibile complesso architettonico che un tempo ospitava l’antica fiera cittadina. Questa antica atmosfera è rievocata grazie alle tantissime manifestazioni e alle bancarelle tipiche che in ogni periodo dell’anno animano con colori e profumi il centro cittadino. Procedendo lungo il corso del Sentierone, costeggiando la fila di imponenti castagni e oltrepassando i propilei di Porta Nuova, si arriva fino a via XX Settembre, su cui si affaccia Palazzo Frizzoni, sede del comune.

Da qui in avanti dovrai solo lasciati trasportare dalla frenesia della vita locale: ad attenderti troverai boutique e negozi di ogni tipo, scorci e vicoletti di una bellezza rara, il tutto all’insegna dello svago. E per finire, perché non concedersi un caffè o un aperitivo con uno dei locali che animano quest’angolo di città?

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2Porta Nuova

Il modo migliore di arrivare a Bergamo è prendere il treno: uscendo dalla stazione, la città si mostra subito nella sua meraviglia. La vista segue una linea netta che arriva fino a Porta Nuova, fulcro della Città Bassa. Alzando appena la testa, lo sguardo si spalanca sul profilo maestoso e perfetto dei colli della Città Alta.

Nel 1837, il vecchio portello incastonato nelle Muraine, poderose fortificazioni del Quattrocento che circondavano i colli e scendevano fino alla Città Bassa e ai borghi, viene sostituito da un cancello di ferro che apre una breccia nella cinta muraria: è la porta Nuova. Questo luogo costituisce per un lungo periodo l'ingresso principale alla zona di Bergamo dedita al commercio e agli affari. Ancora oggi, rappresenta lo snodo principale attorno a cui si estendono i principali assi viari e monumentali di Città Bassa.

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3Teatro Gaetano Donizetti

Il Teatro Donizetti copre una superficie complessiva di 3200 mq. La sala mantiene il disegno originario del 1786: misura 360 mq ed è capace di 532 posti (poltrone). I palchi, suddivisi in tre file, sono 102 per un totale di 1154 posti complessivi.

Puoi facilmente comprendere la magnificenza di questo edificio e lo stupore che provocò ai bergamaschi che lo videro sorgere in un epoca in cui esistevano solo piccoli teatri provvisori in legno.

Al centro della sala pende un enorme scintillante lampadario di cristallo con ben 78 lampade, oltre alle fonti luminose dei palchi.

Per la distribuzione ed armonia del suono può essere considerato fra i migliori d'Italia.

Chiamato in origine “Riccardi”, dal nome del suo costruttore, questo Teatro è però soprattutto il luogo in cui le opere – più di 70! - del grande maestro bergamasco Gaetano Donizetti vengono fatte conoscere e apprezzare ai suoi concittadini.

Immagina l’emozione di Donizetti che viene investito da un’ovazione affettuosa e sentita da parte del pubblico presente a teatro durante l’opera L’esule di Roma. Questa consacrazione avviene nel 1840; Donizetti morirà per malattia a Bergamo, sua città natale, pochi anni dopo, nel 1848.

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Sentierone - Via Pignolo/Museo Diocesano

La tratta collega il Sentierone a Borgo Pignolo attraverso la cosiddetta contrada Nuova, attuale Via Torquato Tasso. La via è animata da un intenso passeggio, per le numerose attività commerciali e le sedi amministrative e culturali che si affacciano lungo la strada.

L’area rappresenta il salotto di Città Bassa e si caratterizza per l’ampia dotazione di spazi pubblici aperti e verdi, dove i Bergamaschi da sempre si incontrano, commerciano e si concedono un aperitivo.

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La tratta collega il Sentierone a Borgo Pignolo attraverso la cosiddetta contrada Nuova, attuale Via Torquato Tasso. La via è animata da un intenso passeggio, per le numerose attività commerciali e le sedi amministrative e culturali che si affacciano lungo la strada.

L’area rappresenta il salotto di Città Bassa e si caratterizza per l’ampia dotazione di spazi pubblici aperti e verdi, dove i Bergamaschi da sempre si incontrano, commerciano e si concedono un aperitivo.

4Palazzo della Provincia

Dopo l'Unita' d'Italia, segna il trasferimento dei poteri politici dalla Citta' Alta alla Citta' Bassa. Il progetto e' di Pier Antonio Preda, gli altorilievi sulla facciata sono di Pagani, Ceruti e Maironi, mentre all'interno si trovano gli affreschi a soggetto mitologico opera di Giovan Battista Castello.

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5Chiesa dei SS. Bartolomeo e Stefano

Al termine del braccio orientale del Sentierone potrai visitare la Chiesa dei Santi Bartolomeo e Stefano, edificata per l’Ordine dei Domenicani nella prima metà del XVII secolo su disegno dell’architetto Antonio Maria Caneva.

Quello dei Domenicani non è stato  il primo Ordine religioso che ha abitato questi luoghi, il sito in precedenza apparteneva infatti ad una comunità dell’Ordine degli Umiliati.

La struttura al tempo era più complessa e comprendeva una chiesa e le case coloniche. Osservando l’esterno della Chiesa, potrai invece notare le successive epoche di edificazione dell’edificio: la facciata di imitazione barocca è stata rifatta nel 1897, il portico esterno sulla sinistra nel 1942 e il lato su Via Tasso è ottocentesco.

Varcata la soglia, troverai un’unica navata con cinque cappelle per ogni lato. Il coro è decorato da tarsie cinquecentesche e, dietro l’altare maggiore… finalmente potrai ammirare la famosissima Pala Martinengo di Lorenzo Lotto, risalente al 1516.

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6Chiesa di San Bernardino

Probabilmente eretta dopo le due visite del santo in città (1419-1422), sorge all’imbocco di via Pignolo. Riconsacrata dal vescovo nel 1593, forse dopo un radicale restauro, fu ornata progressivamente.

Tra Otto e Novecento acquista l’attuale foggia neogotica. Si presenta ad aula unica scandita da 5 campate e facciata a capanna. La pala dell’altare maggiore è opera di Lorenzo Lotto (1521).

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7Chiesa di Santo Spirito

Difficilmente, camminando lungo la centrale via Tasso in Bergamo bassa, rimarrai impassibile di fronte alla facciata rustica di questa chiesa, dominata da un’imponente scultura in bronzo che rappresenta la discesa dello Spirito Santo che incombe sul sagrato.

La struttura originaria dell’edificio faceva parte di un complesso monastico trecentesco: il desiderio di un folto gruppo di ricchi mercanti del Cinquecento di affermare il proprio status sociale non più solo attraverso i palazzi ma addirittura tramite una chiesa, la trasformò profondamente.

La ristrutturazione della chiesa fu molto elaborata e vi lavorarono, in epoche diverse, i due maggiori architetti bergamaschi: Pietro Isabello nel Cinquecento e Gian Battista Caniana nel Settecento.

Un’imponente navata centrale ti accoglierà all’ingresso, con cinque cappelle per lato: nella quarta sulla destra non perderti la meravigliosa Pala (olio su tavola) del Maestro del Rinascimento italiano Lorenzo Lotto, “Madonna con il Bambino, Santa Caterina d’Alessandria, Sant’Agostino, San Sebastiano e Sant’Antonio abate”, del 1521.

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8Museo Adriano Bernareggi

Situato nel cinquecentesco palazzo Bassi-Rathgeb, il Museo, disposto su tre livelli ed articolato in venti sale, espone le opere che mons. Adriano Bernareggi, vescovo di Bergamo (1936 - 1953), ha raccolto nelle chiese della Diocesi per documentarne la storia. 

Le collezioni sono allestite in un percorso dalla tensione fortemente didattica a testimoniare, attraverso capolavori e manufatti d'arte popolare, l'incidenza culturale del cristianesimo nella società moderna (secoli XVI - XIX). 

Nel percorso trovano posto dipinti di L. Lotto, G. B. Moroni, D. Crespi, C. Ceresa, A. Vivarini, e di tanti maestri delle scuole locali insieme a tessuti e ricami antichi, alta oreficeria e sculture lignee policrome.

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Chiesa S. Alessandro della Croce - Ex Monastero S. Agostino

La tratta si snoda tra i palazzi nobiliari di Via Pignolo, eletto borgo di rappresentanza dal ‘500 poichè vi transitavano i cortei e le delegazioni provenienti o diretti a Venezia, sotto la quale Bergamo rimase per quasi quattro secoli (1428-1797).

Oltre la Fontana del Delfino si imbocca Borgo S. Tomaso, che conduce verso la Val Seriana. Gli edifici sul lato sinistro, esposti a nord, sono del ceto popolare, mentre quelli esposti a sud erano di famiglie altolocate.

Si trovano qui le ultime botteghe artigianali, diversi antiquari oltrechè le pinacoteche dell’Accademia Carrara e della GAMeC (Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea).

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La tratta si snoda tra i palazzi nobiliari di Via Pignolo, eletto borgo di rappresentanza dal ‘500 poichè vi transitavano i cortei e le delegazioni provenienti o diretti a Venezia, sotto la quale Bergamo rimase per quasi quattro secoli (1428-1797).

Oltre la Fontana del Delfino si imbocca Borgo S. Tomaso, che conduce verso la Val Seriana. Gli edifici sul lato sinistro, esposti a nord, sono del ceto popolare, mentre quelli esposti a sud erano di famiglie altolocate.

Si trovano qui le ultime botteghe artigianali, diversi antiquari oltrechè le pinacoteche dell’Accademia Carrara e della GAMeC (Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea).

9Fontana del Delfino

Un tuffo nelle acque profonde nel cuore di Bergamo bassa: com’è possibile?

Grazie alla splendida Fontana del Delfino dove, su una stele, un possente tritone dalle due code di pesce cavalca un delfino da cui zampilla l’acqua, come dalle bocche delle due maschere di divinità marine scolpite sui fianchi della colonna.

Gira attorno a questa fontana per apprezzare, da ogni punto di vista, la sinuosità delle linee che suggeriscono le movenze del tritone.

Sul frontone della Fontana del Delfino invece potrai osservare una targa in rilievo che rappresenta una grossa pigna, simbolo dell’antica contrada di Pignolo, uno dei borghi più antichi e caratteristici di Bergamo: nel medioevo infatti, prima dell’erezione delle mura venete nel Cinquecento, questa zona doveva abbracciare ampi e rigogliosi boschi di conifere, il cui frutto è appunto la pigna.

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10Chiesa di Sant'Alessandro della Croce

Percorrendo la lunga via Pignolo, strada medievale di Bergamo che collega la Città Bassa all’inizio di quella Alta, arriverai improvvisamente ad uno slargo su cui si affaccia la Chiesa di Sant’Alessandro della Croce.

La leggenda narra che la sua prima edificazione risalga addirittura ai tempi del martirio di Alessandro nel IV secolo; tra il Seicento e il Settecento viene completata internamente, mentre la facciata, rimasta incompiuta, è posteriore e realizzata soltanto nel 1922.

Prende il nome “della Croce” perché costruita all’incrocio di quattro borghi medievali.

È dotata di uno dei più significativi corredi pittorici di Bergamo, di cui ti segnaliamo, tra le altre, due opere di Gian Battista Moroni; "Incoronazione della Vergine" collocata nella controfacciata e la "Crocifissione con i Santi Sebastiano, Giovan Battista e un devoto" nelle sagrestie.

Tre cappelle per parte si aprono slanciate sui lati della navata: nella prima cappella troverai l’urna vuota di quella che fu la tomba di Sant’Alessandro, le cui spoglie sono ora custodite nella Cattedrale di Bergamo alui dedicata.

Nella seconda cappella di destra, invece, potrai ammirare un altare composto esclusivamente di marmi preziosi, intarsiati e policromi, realizzato dal maestro Andrea Fantoni nel 1729. Un’opera unica per l’epoca ed espressione di grande maestria artigianale.

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11GAMeC

La Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea nasce nel 1991 proprio di fronte alla sorella più antica Pinacoteca Accademia Carrara, in un complesso architettonico quattrocentesco restaurato, anticamente destinato a monastero.

Nelle sue dieci sale espositive, potrai vedere in mostra il ‘900: quadri e sculture di artisti internazionali suddivisi in alcuni nuclei principali. La Collezione Manzù, è imperdibile. Potrai trovare proprio qui, nella sua città natale, le opere di Giacomo Manzù, nome d’arte di Giacomo Manzoni, il famosissimo scultore bergamasco le cui sculture in bronzo sono in mostra ben oltre i confini italiani.

Le altre Raccolte della Galleria vi porteranno nel clima di agitazione artistica dell’inizio del ‘900, facendovene scoprire le correnti migliori e più influenti: dai dipinti europei degli anni ‘50 e ‘60 principalmente riferiti all’Informale, ai capolavori di arte moderna tra cui opere di Balla, Boccioni, De Chirico, Kandinsky, Morandi. Inoltre, potrai ammirare altri quadri di artisti degli anni ‘30 come Sironi o contemporanei come Cattelan, Beecroft, Man, Basilico.

Fatti conquistare da questo viaggio nel recente passato fino al presente dell’arte mondiale, racchiuso nei 1500 metri quadrati espositivi della GAMeC!

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12Accademia Carrara

Un maestoso edificio di gusto neoclassico, affacciato su un’ampia piazza con il pavimento in acciottolato, dal 1810 ospita l’Accademia Carrara, istituita nel 1794 per volontà del Conte Giacomo Carrara, da cui prende il nome.

Quando la visiterai, rimarrai stupefatto dalla bellezza delle opere esposte, dipinte da artisti come Moroni, Pisanello, Lotto, Botticelli, Tiziano, Palma il Vecchio, Canaletto, Hayez, Piccio, Baschenis. Il patrimonio artistico originario era costituito dalla vastissima e pregiata collezione lasciata dal conte Carrara, che destinò ogni suo avere al mantenimento dell’Accademia.

Col tempo, molte altre opere si sono aggiunte e oggi potrai vedere alcuni capolavori indiscussi: per esempio, La Madonna col Bambino che mostra la rara abilità del Mantegna nel ricreare i dettagli più minuti, come i fini ricami dorati su sfondo azzurro lapislazzulo del mantello della Vergine. Oppure, Pellizza da Volpedo che invece racconta con le sue pennellate, in maniera molto coinvolgente e realistica, la sofferenza e il patimento della donna ritratta nel Ricordo di un dolore; o ancora, Raffaello Sanzio che dipinge magistralmente un San Sebastiano avvolto nella luce, che ti fissa beato ed enigmatico.

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Ex Monastero S. Agostino - Porta S. Giacomo

Lungo le mura, tra le due più belle porte monumentali della città, si apre uno splendido panorama sulla pianura e sulle prime colline con il Monte Orfano sullo sfondo, rilievo isolato ai margini delle ultime increspature della Franciacorta.

Il percorso pedonale, coi suoi variopinti ippocastani, è tra i più frequentati ed è stato aperto al pubblico nella prima metà dell’Ottocento. Si consiglia di allungare l’itinerario, percorrendo Via Porta Dipinta e visitando la Chiesa S. Michele al Pozzo Bianco, che conserva affreschi di Lorenzo Lotto.

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Lungo le mura, tra le due più belle porte monumentali della città, si apre uno splendido panorama sulla pianura e sulle prime colline con il Monte Orfano sullo sfondo, rilievo isolato ai margini delle ultime increspature della Franciacorta.

Il percorso pedonale, coi suoi variopinti ippocastani, è tra i più frequentati ed è stato aperto al pubblico nella prima metà dell’Ottocento. Si consiglia di allungare l’itinerario, percorrendo Via Porta Dipinta e visitando la Chiesa S. Michele al Pozzo Bianco, che conserva affreschi di Lorenzo Lotto.

13Porte veneziane

Tranne quella di S. Agostino, le porte che si aprono nel perimetro delle Mura Veneziane prendono il nome da chiese vicine demolite per far posto all’imponente fortificazione.

Su tutte le porte campeggiava il leone di San Marco simbolo della Repubblica di Venezia e da ciascuna partiva un’importante via di raccordo con le città vicine: da porta S. Alessandro la strada collegava Bergamo con Lecco e Como, da porta S. Lorenzo si dirigeva per i paesi d’Oltralpe, da porta S. Agostino si poteva partire alla volta di Venezia e da porta S. Giacomo si andava a Milano.

Proprio quest’ultima porta risulta la più monumentale ed elegante: col suo rivestimento in marmo bianco era visibile dal prato della fiera (oggi Centro Piacentiniano). 

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14Le mura veneziane

Bergamo non sarebbe la stessa senza le sue imponenti Mura veneziane: oltre sei km di tracciato, luogo di romantiche passeggiate, teatro di meravigliosi tramonti, custodiscono da più di quattro secoli le bellezze della Città Alta.

L’inestimabile valore artistico e culturale delle Mura è testimoniato anche dalla loro candidatura a patrimonio dell’umanità Unesco, percorso intrapreso nel 2007 e ora giunto nelle fasi finali.

Vennero costruite a partire del 1561 dalla Repubblica di Venezia per arginare gli attacchi nemici, ma la Storia fu benevola, forse colpita da tale possente bellezza, e volle che non subissero mai assedi.

In tal modo si sono fortunatamente potute conservare pressoché intatte fino ai giorni nostri. Sono costituite da 14 baluardi, 2 piattaforme, 100 aperture per bocche da fuoco, 2 polveriere, 4 porte, a cui va aggiunto tutto l’intricato mondo sotterraneo di sortite, passaggi e cunicoli: non perdere l’occasione di camminare dentro le Mura e visitare le cannoniere di San Michele e San Giovanni!

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15Cannoniera di S. Giovanni

La cannoniera di S. Giovanni è una preziosa testimonianza della vita e della tecnica militare a Bergamo all’epoca della dominazione veneziana.

Passeggiando lungo il tracciato delle Mura, la troverai facilmente, in prossimità dell’omonimo baluardo.

La Cannoniera è accessibile mediante una scalinata metallica che s’innalza in corrispondenza dell’antica piazza di manovra.
Si compone di due ampie sale voltate, la prima delle quali è collegata alla sortita al piano.
Nelle due aperture quadrangolari praticate all’interno delle pareti si inserivano le bocche da fuoco, che tuttavia non furono mai utilizzate poiché la fortezza non subì alcun assedio.

Nel 2007, per riportarla alla luce fu necessario rimuovere circa 1800 metri cubi di terreno. Dal 2009 questo spazio, perfettamente recuperato e dotato di supporti storico-informativi, è stato aperto al pubblico.

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Via S. Alessandro / Monastero S. Benedetto Piazza Vittorio Veneto e piazza dante

Uscendo da Porta S. Giacomo, abbellita dal candido marmo di Zandobbio, la tratta percorre l’antico Borgo S. Leonardo, lungo Via S. Alessandro, fino al cuore della città novecentesca.

Nella prima parte il percorso rasenta gli alti muri dei broli e dei giardini di antichi edifici, tra cui spicca il convento claustrale di S. Benedetto.

Superata Via Garibaldi, si entra nella parte più animata del borgo, dove negozi e luoghi di ristorazione invitano alla sosta e all’assaggio di qualche gustoso piatto o di un aperitivo.

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Uscendo da Porta S. Giacomo, abbellita dal candido marmo di Zandobbio, la tratta percorre l’antico Borgo S. Leonardo, lungo Via S. Alessandro, fino al cuore della città novecentesca.

Nella prima parte il percorso rasenta gli alti muri dei broli e dei giardini di antichi edifici, tra cui spicca il convento claustrale di S. Benedetto.

Superata Via Garibaldi, si entra nella parte più animata del borgo, dove negozi e luoghi di ristorazione invitano alla sosta e all’assaggio di qualche gustoso piatto o di un aperitivo.

Via A. Locatelli / Funicolare Città Alta

In Largo Belotti, poco distante da Piazza Dante, si erge il Palazzo delle Poste e lungo la stessa via ha sede l’interessante Museo Matris Domini, ospitato all’interno di un antico monastero domenicano.

Proseguendo lungo la medesima via si incrocia Viale Vittorio Emanuele II: percorrendolo sulla destra si raggiunge Porta S. Agostino mentre sulla sinistra si trova la stazione della funicolare che conduce in Città Alta.

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In Largo Belotti, poco distante da Piazza Dante, si erge il Palazzo delle Poste e lungo la stessa via ha sede l’interessante Museo Matris Domini, ospitato all’interno di un antico monastero domenicano.

Proseguendo lungo la medesima via si incrocia Viale Vittorio Emanuele II: percorrendolo sulla destra si raggiunge Porta S. Agostino mentre sulla sinistra si trova la stazione della funicolare che conduce in Città Alta.

16Museo Matris Domini

Ospitato in un monastero domenicano, questo museo custodisce al suo interno stupendi affreschi del Due e Trecento, dal grande valore storico e artistico.

Il Museo Matris Domini occupa la parte antica dell’edificio religioso situato in via Locatelli, nel centro della Bergamo Bassa. Aperto al pubblico dal 2000, quando lo visiterai potrai ammirare i circa 20 strappi di affresco, suddivisibili in due gruppi.

Del primo fanno parte quelli più antichi che si trovavano in una delle sale tradizionalmente chiamata "Refettorio vecchio"; il secondo gruppo proviene invece dall’abside della antichissima chiesa romanica del monastero ed è costituito dagli affreschi che non sono andati distrutti durante il rifacimento in stile barocco, subito dalla stessa chiesa nel corso del XVII secolo.

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